Storie

Arianna da Creta

Arianna è figlia di Minosse e Pasifae.
Minosse era un Re potente e giusto, di natura umano-divina, figlio di Europa e Zeus, allevato dal Re di Creta Asterione ( o Asterio), il quale sposò Europa dopo che questa fu sedotta da Zeus, e lo allevò come un figlio, assieme ai suoi due fratelli Serpedonte e Radamanto.
Anche Pasifae era figlia di dei, Elio e Perseide. Ella era dotata di poteri magici, come sua sorella Circe.

I sovrani ebbero molti figli fra cui Arianna, nome che significa la pura, la splendente e luminosa. I suoi fratelli e sorelle furono: Catreo, Deucalione, Glauco, Androgeo, Acallide, Xenodice e Fedra.

Breve storia della famiglia reale cretese

Dopo la morte di Asterione Minosse regnò da solo su Creta. Si narra che quando pretese il potere tutto per sè, i suoi fratelli lo ostacolarono. Minosse rispose che gli dei destinavano a lui il regno, e per provarlo, affermò che tutto ciò che avrebbe chiesto al Cielo gli sarebbe stato accordato. Offrendo un sacrificio a Poseidone chiese al dio di far uscire un toro dal mare, promettendo in cambio di sacrificargli l’animale.

Poseidone inviò un bellissimo toro bianco, e ciò valse a Minosse il potere, incontestabilmente. 

Nulla si opponeva alla vita felice e gloriosa del Re… fino a quando inciampò in un grave errore di superbia e anarchia davanti alle divinità. Infatti Minosse si pentì della promessa fatta e invece di sacrificarla alla divinità decise di tenere per sé quella bestia. In tal modo scattò la punizione divina: Poseidone indusse in Pasifae una passione folle per il toro che non era stato sacrificato; dal connubio nacque il mostro Minotauro, mezzo toro e mezzo uomo, ossia la manifestazione deforme dell’atto di superbia del Re nei confronti della divinità. 

Il Re ordinò a Dedalo, architetto, scultore ed inventore del regno, di edificare una costruzione oscura, artificiosa e ingannevole dove nascondere ed imprigionare il frutto del suo errore;  chi vi fosse entrato per vedere e prendere coscienza dell’accaduto, si sarebbe perso restando prigioniero della caotica struttura causata e prodotta dal peccato del Re e della sua Regina: il labirinto. 

L’ordine del Re a Dedalo potrebbe significare il cattivo e tenebroso utilizzo della sua intelligenza, dovuto al precedente atto di superbia verso il Divino, atto che chiedeva di essere costantemente alimentato. Ed infatti il Re manteneva in vita il mostro garantendogli un pasto di giovani vite umane, 7 giovani e 7 fanciulle, prese come tributo dalla città di Atene che aveva assoggettato in seguito alla morte di suo figlio Androgeo. Ma questa è un’altra storia.

Entrata in scena di Teseo

A questo punto nel mito cretese entra in scena Teseo, l’eroe di padre divino (per alcuni figlio di Egeo, per altri di Poseidone), che volendo liberare il suo popolo da questo tributo, partì come un giovane che doveva essere sacrificato.

Per riuscire in questa impresa Teseo era munito di armi e conoscenze straordinarie. Si racconta infatti che suo padre lasciò indicazioni a sua madre di consegnare al figlio i suoi sandali e la sua spada solo nel momento in cui sarebbe stato in grado di sollevare la pesante pietra dove li aveva nascosti. E così fece il giovane Teseo. Simbolicamente sollevare la roccia per trovare la spada (vedi l’analogia con Re Artù) esprime la liberazione di un potere spirituale cristallizzato nella materia. Calzare i sandali paterni è una metafora che esprime l’azione di seguire le orme del padre, ossia ottenere la conoscenza della propria origine, dell’insegnamento del padre e quindi seguire i Principi della Tradizione Arcaica.

Quando Teseo arrivò a Creta per lottare contro il Minotauro , Arianna lo vide e concepì per lui un amore ardente. Per permettergli di trovare la strada nel labirinto, palazzo e prigione del Minotauro, ella gli dette un gomitolo di filo da srotolare per trovare la via del ritorno.
Secondo un’altra versione ella, al posto del filo, gli aveva dato una corona luminosa che aveva ricevuto in dono come regalo di fidanzamento da Dioniso; grazie alla sua luce, egli avrebbe ritrovato la via nel labirinto oscuro. Per altre versioni la corona gli sarebbe stata data da Anfitrione. Ma anche questa è un’altra storia.

Arianna, prima di aiutare Teseo aveva posto come condizione che egli l’avrebbe sposata e portata con sè ad Atene. Teseo promise e mantenne la promessa. Infatti, quando ebbe ucciso il Minotauro  fece affondare le navi cretesi per impedire ogni tipo di inseguimento, e salpò di notte accompagnato da Arianna e dai giovani ateniesi salvati durante l’impresa.

Da questo momento in poi si snodano varie versioni del mito.

La versione più conosciuta

Secondo la versione più celebre Teseo fece scalo nell’isola di Nasso. Arianna, scesa dalla nave s’addormentò e quando si svegliò era sola, mentre all’orizzonte stava sparendo la nave di Teseo, che l’aveva abbandonata.

Un fatto curioso: la nostra attuale espressione “piantare in asso” deriva dalla storpiatura del termine Nasso, che si è trasformato da “piantare in Nasso” a “piantare in asso”.  


La versione che trovo più coerente coi fatti a seguire l’abbandono

C’è chi dice che Teseo abbandonò Arianna per ordine degli dei, perchè i destini non gli permettevano di sposarla. Gli dei chiamati in causa per alcuni autori sono Atena o Ermes o Dioniso, che si era innamorato di lei.

Fatto sta che Arianna, allorchè si svegliò al mattino, e vide sparire in lontananza le vele del suo amante, non restò a lungo nel suo dolore. Presto arrivarono Dioniso e il suo corteo. Il dio era trasportato da un carro trainato da pantere. Affascinato dalla bellezza della giovane la sposò e la condusse sull’Olimpo.

Come regalo di nozze dette ad Arianna un diadema d’oro, opera di Efesto. Questo diadema diventò in seguito una costellazione, la Corona Boreale.

Con Dioniso Arianna ebbe quattro figli: Toante, Stafilo, Enopione e Pepareto.

Un’altra versione narra che …

… la nave che trasportava Arianna e Teseo fu trascinata a Cipro da una tempesta. Arianna era incinta e provata dal mal di mare, e così era sbarcata. Teseo era risalito sulla nave per vigilarne la sicurezza ma un colpo di vento l’avevo trascinato a largo.
Le donne dell’isola, impietosite per la giovane abbandonata, l’avevano curata e le avevano in seguito portato lettere scritte da loro stesse ma che dicevano provenire da Teseo. Arianna però morì dando alla luce il bambino. Quando Teseo tornò sull’isola diede denaro alle donne e istituì un rituale e un sacrificio in onore di Arianna.

Sulla via del ritorno  Teseo fece un altro scalo a Delo, dove consacrò nel tempio, una statua di Afrodite che Arianna gli aveva dato. Qui danzò, coi giovani che aveva salvato dal labirinto, una complicata danza circolare che rappresentava la sinuosità del labirinto. Giunto poi in vista delle coste dell’attica, affranto dal dolore per la perdita di Arianna, si dimenticò di cambiare le vele nere della nave, in vele bianche, segno di vittoria. Egeo, che spiava il suo ritorno dall’alto dell’Acropoli, quando vide le vele nere, pensando d’aver perso il figlio, si gettò dalla scogliera in mare, che da allora prese il suo nome.

La versione meno nota e più imperscrutabile

Un’altra tradizione racconta che Arianna fu uccisa nell’isola di Dia (più tardi identificata con Nasso) dalla dea Artemide, per ordine di Dioniso.

Il mito d’Arianna è uno dei miti trattati, assieme ai simboli e temi che lo riguardano (labirinto, ombra, tradimento, unione mistica alchemica) nel mio percorso Archetipiche Vie.
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Barbara Boretti

Dottoressa in Arti Visive, Artista, Arteterapeuta, Art Coach, Advanced Counselor cognitiva, olistica e simbolico-narrativa, AstroCoach, Educatrice Mindfulness e Mindful Art, Custode di Storie. Ideatrice del metodo Archetipiche Vie®

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