Atena la saggia

Dea identificata a Roma con Minerva.

Atena è figlia di Zeus e di Metis, sua prima consorte e divinità dell’oceano nota per la sua saggezza. Quest’ultima era incinta e stava per mettere al mondo una figlia, allorché Zeus, con uno stratagemma, la rimpicciolì e la ingoiò. Lo fece dietro consiglio di Urano e Gaia, i quali gli rivelarono che, semmai Metis avesse avuto una figlia, avrebbe poi avuto in seguito un figlio che avrebbe tolto a Zeus il comando del cielo.

Quando giunse il tempo del parto Zeus, in preda a una terribile emicrania ordinò ad Efesto di calare un fendente sulla sua testa con un colpo d’ascia. Dalla sua testa ne uscì fuori una giovane tutta in armi: la dea Atena, che quando emerse emise un grido di guerra che risuonò in cielo e in terra.
Atena si considera figlia di un solo genitore, Zeus. Era il suo braccio destro e la sola dea dell’Olimpo a cui egli affidò il fulmine e lo scudo, simboli del suo potere. Ella difendeva il padre più di ogni altra cosa.

Dea guerriera, armata della lancia e dell’egida (una specie di corazza di pelle di capra), è la dea della saggezza e dei mestieri. E’ stata l’unica divinità femminile ad essere rappresentata con una corazza.
Presiede la strategia della battaglia in tempo di guerra e le arti domestiche in tempo di pace. Protegge infatti filatrici, tessitori, ricamatrici, ecc.

Fu proprio lei che trasformò la tessitrice Aracne in ragno.
Aracne era una presuntuosa tessitrice che sfidò la dea in una gara di abilità.
Entrambe lavorarono con maestria e una volta portati a termine gli arazzi Atena ammirò il lavoro perfetto della mortale ma s’infuriò e si vendicò perchè aveva osato rendere pubblici i tradimenti amorosi del Re dell’Olimpo. 


Atena è considerata generalmente, nel mondo greco, soprattutto nella sua città, Atene, come la dea della ragione. Proprio lei presiede alle arti e alla letteratura, funzione nella quale tende a soppiantare le Muse, ma ha più rapporti con la filosofia che non con la poesia e la musica propriamente detta.


I greci inoltre credevano fosse stata lei a dare  briglie per domare il cavallo, a ispirare ai costruttori di navi come fare il loro mestiere, oltre a come fare l’aratro, il rastrello e il giogo per i buoi. 

Sempre lei presiedette alla costruzione della nave Argo, la più grande nave costruita fino ad allora.

L’ingegnosità, unita allo spirito guerriero, l’aveva spinta a inventare la quadriga e il carro da guerra.

La sua ingegnosità si era anche applicata alle arti della pace, e, in Attica, le si riconoscevano, fra le altre benemerenze, l’invenzione dell’olio d’oliva, e anche l’introduzione dell’olivo nel paese. L’olio, si diceva, era il regalo che l’aveva fatto all’Attica per meritare di essere esserne riconosciuta come sovrana.
Poseidone le disputava la sovranità su questo paese e ciascuno cercò di fare all’Attica il più bel regalo possibile per accrescere i suoi titoli. Poseidone, con un colpo di tridente, fece scaturire un lago salato sull’acropoli di Atene. Atena fece spuntare un olivo. I 12 dei presi ad arbitri, decisero che l’olivo era preferibile, ed assegnarono ad Atena la sovranità sull’Attica.

Atena era spesso presa come protettrice patrona della città.
Oltre ad Atene (il nome di questa città si attribuiva a lei), aveva  templi nella cittadella di località come Sparta, Megara, Argo, eccetera.

A Troia riceveva un culto speciale, sottoforma di un vecchissimo idolo, chiamato Palladio. Quest’idolo era considerato come la garanzia della sopravvivenza della città.

Si poteva prendere Troia soltanto impadronendosi prima del Palladio. Per questo Diomede ed Ulisse si introdussero di notte a Troia e rubarono la statua, togliendo così alla città la sua protezione. Proprio questo stesso Palladio si conservava a Roma in epoca storica, nel tempio di Vesta, dove assolveva alla stessa funzione.


Atena era protettrice, consigliera e patrona e alleata di molti valorosi eroi

  • Giasone. Atena aiutò gli argonauti a costruire la loro nave per andare alla conquista del Vello d’Oro.
  • Perseo, l’uccisore della Gorgone che aveva serpenti al posto dei capelli e che pietrificava con lo sguardo. Fu la dea a suggerire all’eroe l’uso di uno scudo lucente sul quale guardare indirettamente Medusa per ucciderla, e per questo guidò la sua mano mentre la decapitava.
  • Bellerofonte, al quale diede la briglia d’oro per domare Pegaso, il cavallo alato
  • Eracle venne da lei aiutato durante le sue 12 fatiche.
    La dea lo protegge in battaglia. Cominciò con l’armarlo, nel momento in cui l’eroe fu sul punto di intraprendere le sue fatiche. Sempre lei gli dette le nacchere di bronzo con le quali egli spaventò gli uccelli del lago Stinfalo, e ciò gli permise di abbatterli a frecciate.
    Eracle offrì a lei i pomi d’oro delle Esperidi, allorché Euristeo glieli rese. Eracle combatte al suo fianco nella lotta contro i giganti.
  • Atena aiuta Ulisse a ritornare ad Itaca.
    Nell’Odissea la sua azione è costante, e lei interviene con metamorfosi, sotto la forma di diversi mortali, per portare aiuto all’eroe. Manda anche sogni, per esempio a Nausica, per suggerirle di andare a lavare la biancheria un certo giorno in cui lei sa che Ulisse deve approdare all’isola dei Feaci. Dota il suo protetto di una bellezza soprannaturale, per commuovere con più certezza la giovane in quell’incontro che deve procurare ad Ulisse una nave per tornare in patria.
    In altre occasioni spinge Zeus in favore dell’eroe. Lei provoca l’ordine dato a Calipso di rilasciare Ulisse e di fornirgli i mezzi per riprendere il mare.


Questa protezione accordata ad Ulisse e ad Eracle simboleggia l’aiuto portato dallo spirito alla forza brutale e al valore personale degli eroi.

Anche nell’Iliade prende parte al combattimento, al fianco degli achei (dopo che Paride, sul Monte Ida le aveva rifiutato il premio della bellezza). I suoi favoriti nella guerra di Troia fuoco Diomede, Ulisse, Achille, Menelao.

Si schierò anche dalla parte del patriarcato nel processo ad Oreste (figlio di Clitemnestra e Agamennone), accusato di matricidio.

Ebbe una parte importante nella lotta contro i giganti. Uccise Pallante e Encelado. Il primo lo scorticò e con la sua pelle si fabbricò una corazza. Quanto a Encelado, lo insegui fino in Sicilia e l’immobilizzo lanciandogli addosso l’isola intera.


Atena restò vergine. Tuttavia, si racconta che avesse avuto un figlio nel modo seguente: era andata a far visita ad Efesto nella sua fucina, per procurarsi armi. Il dio, abbandonato da Afrodite, si innamorò di Atena nel momento in cui la vide, e cominciò ad inseguirla. Ella fuggì. Benché zoppo però Efesto la raggiunse e la prese fra le braccia, ma lei non cedette. Tuttavia preso dal desiderio bagnò la gamba della dea. Disgustata ella si asciugò con della lana, che poi gettò a terra. Dalla Terra fecondata così nacque Erittonio, che la dea considerò come proprio figlio. Lo allevò all’insaputa degli altri dei, e volle renderlo immortale. Lo rinchiuse in un cofano, sotto la custodia di un serpente, e lo affidò alle figlie del re da Atene.

Gli attributi da Atene erano la lancia, l’elmo e l’egida, quest’ultima in comune con Zeus.

Sul suo scudo fissò la testa della Gorgone, dopo che Perseo la decapitò, e che aveva la proprietà di cambiare in pietra qualsiasi essere la guardasse. Il suo animale favorito era la civetta. La sua pianta, l’ulivo. Alta, con i lineamenti calmi, era più maestosa che veramente bella, viene descritta tradizionalmente come la dea dagli occhi glauchi (brillanti-lucenti, di un colore fra il verde e il grigio, cerulei)

Spesso veniva raffigurata in forma di civetta (uccello associato alla saggezza).

Sul suo scudo e sull’orlo del suo abito erano raffigurati serpenti.

La dea in genere è conosciuta come Pallade Atena. Pallade è l’epiteto rituale della dea.
Pallade sembra fosse una figlia del dio Tritone con la quale la dea sarebbe stata allevata da giovane. Accidentalmente venne uccisa dalla dea e in suo onore ella avrebbe edificato il Palladio.

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