Cassandra

Figlia di Ecuba e Priamo ha per fratelli Ettore, Paride/Alessandro, Creusa, Laodice, Polissena, Troilo, Deifobo, Pammone, Polite, Antifo, Ipponoo, Polidoro, Polidamante.

Ritenuta una delle più belle fra le figlie di Priamo ebbe diversi pretendenti, fra cui Otrioneo di Cabeso e il principe frigio Corebo, morti entrambi durante la guerra di Troia, il primo ucciso da Idomeneo, il secondo da Neottolemo (il figlio di Achille, detto anche Pirro), o, secondo altre fonti, da Peneleo.

Cassandra ha anche un fratello gemello, Eleno.
Si narra che alla loro nascita, Priamo ed Ecuba dettero una festa nel tempio d’Apollo Timbreo, situato fuori dalle porte di Troia, a una certa distanza. La sera, essi partirono, dimenticando i bambini, che passarono la notte nel santuario. L’indomani mattina, quando si andò a ricercarli, furono trovati addormentati, e due serpenti stavano posando la lingua sui loro organi dei sensi, per “purificarli”. Alle grida dei genitori spaventati, gli animali si ritirarono in mezzo agli allori sacri che lì si trovavano. I bambini, in seguito, rivelarono doni profetici, trasmessi loro dalla “purificazione” dei serpenti.

Un’altra leggenda, più famosa, dice come Cassandra avesse acquistato questo dono dallo stesso Apollo. Il dio, innamorato di lei, le donò la dote profetica, se ella avesse acconsentito a unirsi a lui. Cassandra accettò lo scambio, e ricevette le lezioni del dio; ma una volta istruita, si sottrasse a lui. Allora Apollo le sputò in bocca, ritirandole non il dono della profezia, ma quello della persuasione. In tal modo la condannò a restare sempre inascoltata.

Apollo

Generalmente si racconta che Cassandra era una profetessa “ispirata” come la Pizia o la Sibilla. Il dio prendeva possesso di lei ed ella emetteva i suoi oracoli in uno stato di delirio. Eleno invece interpretava il futuro dal volo degli uccelli e dai segni esterni.


Profetessa inascoltata

Le profezie di Cassandra sono menzionate ad ognuno dei momenti importanti della storia di Troia.

Ancora bambina, alla nascita di Paride predisse il suo ruolo di distruttore della città, profezia non creduta da Priamo ed Ecuba ma confermata da Esaco, interprete di sogni, che consigliò ai sovrani di esporre il piccolo sul monte Ida. Paride però si salvò e quando divenne adulto tornò a Troia per partecipare ai giochi; durante la competizione, fu riconosciuto dalla sorella, che chiese al padre e ai fratelli di ucciderlo, scatenando la reazione contraria e facendo ritornare il giovane Paride al suo rango originale di principe.
Profetizzò sciagure quando il fratello partì per raggiungere Sparta, predicendo il rapimento di Elena e la successiva caduta di Troia.
Più tardi, allorché Paride ritorna a Troia con Elena, predice che questo rapimento causerà la rovina della città insiste affinchè Elena sia restituita, pena la distruzione della città. Restò inascoltata.

Ella si oppone, con tutte le sue forze, appoggiata dall’indovino Lacoonte, al progetto d’introdurre nella città il cavallo di legno lasciato dai greci sulla spiaggia, allorché questi hanno finto di ritirarsi. Ella dice che il cavallo è pieno di guerrieri armati. Ma Apollo invia serpenti i quali divorano Lacoonte e i suoi figli, e i Troiani non le danno retta (secondo altre versioni fu Poseidone, favorevole ai greci, che lo fece uccidere da due mostri marini assieme ai figli).

Ma, come al solito, nessuno le crede.

Proprio lei, per prima, sa, dopo la morte di Ettore e l’ambasciata di Priamo presso Achille, che Priamo ritorna col corpo del figlio.

Le si attribuiscono anche un numero di profezie che riguardano la sorte dei troiani fatti prigionieri dopo la conquista della città, e il destino futuro della stirpe di Enea.

Le violenze subite

“Aiace e Cassandra” – 1886 -Solomon Joseph

La città di Troia fu così conquistata dai greci, che le diedero fuoco, massacrandone i cittadini. I membri della famiglia reale si rinchiusero nei templi troiani, ma tutto ciò valse a poco. Priamo morì sull’altare del santuario ucciso da Neottolemo mentre Cassandra, rifugiatasi nel tempio di Atena, fu trovata da Aiace di Locride e violentata sul posto. Trascinata via dall’altare, si aggrappò alla statua della dea, il Palladio, che Aiace, empio e miscredente, fece cadere dal piedistallo. Si narra che la statua volse gli occhi al cielo.

I Greci, davanti a questo sacrilegio, sono pronti a lapidare Aiace, ma egli si salva rifugiandosi presso l’altare della dea poco prima offesa.

A causa del suo comportamento furono puniti quasi tutti i principi greci, che non ebbero felice ritorno a casa: Aiace trovò addirittura una morte terribile in mare per volere di Atena e Poseidone.

Durante la spartizione del bottino, Cassandra è data ad Agamennone, che s’infiamma d’amore per lei.

Divenne quindi ostaggio di Agamennone e fu portata da lui a Micene. Giunta in città, profetizzò all’Atride la sua rovina, ma quest’ultimo non volle credere alle sue parole, cadendo così nella congiura organizzata contro di lui dalla moglie Clitemnestra e da Egisto, nella quale morì la stessa Cassandra con i loro due gemelli, Teledamo e Pelope

Il Poema di Licofrone

Licofrone, poeta calcidese del IV-III secolo a.C., compose un poema epico in trimetri giambici, l’Alessandra, sinonimo greco di Cassandra, in cui descrisse le sue profezie con uno stile oscuro ed enigmatico ma di grande fascino. Per questo Cassandra è talvolta chiamata Alessandra

Il poema fu scritto nel momento in cui i romani cominciavano a intervenire direttamente negli affari della Grecia. 

Licofrone immagina che Priamo, scontento dei doni profetici della figlia, e temendo le canzonature dei Troiani, la faccia imprigionare sotto la sorveglianza di un guardiano incaricato di riferire le sue parole. Si presume che il poema riporti le profezie della giovane.

Altri poemi Poemi in cui è citata dagli antichi
  • Iliade, Omero
  • Orestea, Eschilo
  • Le troiane, Euripide
  • Elettra, Euripide
  • Eneide, Virgilio
  • Biblioteca, Apollodoro

Romanzi-Saggi in cui è fatta rivivere dai contemporanei:

  • La Torcia, Marion Zimmer Bradley
  • Cassandra, Christa Wolf
  • Io e Cassandra, Barbara Boretti

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