Che cos’è la Creatività

Elisabeth Gilbert dice

Dentro di noi dimora qualcosa di meraviglioso. E lo dico con una certa sicurezza, perchè sono convinta che siamo tutti depositari ambulanti di tesori nascosti

Ecco, io credo che quel tesoro nascosto sia la nostra creatività

E siccome credo fermamente che ci sia un tesoro in ciascuno di noi, partirò dal presupposto che tutti siamo creativi, ognuno a suo modo e misura.
come l’autostima anch’essa, spesso, va “risvegliata”.

Entrambe sono fondamentali per aiutarci a vivere meglio e più felici. Questo perchè ci permettono di esprimerci liberamente

Praticare la creatività, così come esercitare la curiosità intellettuale e coltivare l’immaginazione ci permette di “fiorire”.

Che cos’è la creatività

Il termine creare, da cui deriva la parola creatività, è di origine latina ed assieme al verbo crescere, esso condivide la radice kar che si ritrova nel sanscrito kar-oti (crearefare) ed anche nel greco kreion (colui che fache crea). Inoltre, il significato della parola creare si estende anche a fare dal nullaformareistituiregenerare e allevare

La creatività è quindi strettamente connessa con le nostre propensioni psicologiche più attive e propositive
.

Lo psicologo Luca Coladarci così la descrive 

Da un punto di vista psicologico il concetto di creatività sta ad indicare ogni azione conseguente un lavoro psichico di ricerca e riflessione tendente a modificare la nostra vita, la nostra visione di noi stessi e del mondo, le nostre relazioni, il nostro lavoro e più in generale il nostro atteggiamento psicologico globale.

In passato questo termine si riferiva esclusivamente all’atto di creare qualcosa dal nulla, considerata una prerogativa esclusiva della Divinità. Per ciò che riguardava gli uomini, si parlava più di “invenzione”. 


Quando si parla di creatività, quasi sempre nella mente appare l’immagine di un’opera artistica di pregiato livello, come se l’atto creativo fosse una esclusiva capacità di poche e fortunate persone.
La creatività, invece, è una qualità presente in ogni essere umano, a prescindere dal suo livello anagrafico, culturale e lavorativo, e anche intellettivo. 

La maggior parte delle persone considera la creatività una dote innata per lo più degli artisti.
Viene quindi legata a luoghi comuni quali: poeta maledetto, pittore squattrinato … oppure ai geni quali Beethoven, Leonardo, Kandinsky, Steve Jobs, ecc.

Altresì, molti artisti sono stati definiti “geniali”

Per me

la creatività è quella capacità spontanea o che si è imparato a sviluppare che ci permette di realizzare qualcosa con le nostre mani, ma anche di pensare in maniera diversa, fuori dagli schemi, di trovare soluzioni dove la maggior parte delle persone trova altri problemi.
La creatività dona una visione sulle cose e le situazioni, che penetra e va oltre, osserva giocando il mondo, e lo colora. 

Una delle prime definizioni di creatività è da attribuire a William James, che nel 1890 nei suoi “Principi di psicologia” la definì come

una transizione da un’idea a un’altra, una inedita combinazione di elementi, una acuta capacità associativa e analogica

promuovendo in tal modo un’idea di creatività caratterizzata da una rivoluzione della solita routine mentale, un uscire dagli schemi del pensiero normale, una generazione di nuovi punti di vista per associazione analogica.

Altre definizioni di creatività

Dopo William James molti altri hanno dato una definizione di creatività, ma il concetto centrale è rimasto più o meno lo stesso e parla di immaginazione, genio, idea, tutti sinonimi per definirla, e sopratutto spiegarla.

Per Moustakas (1969) essere creativi significa sperimentare la vita secondo un nuovo punto di vista personale, basandosi sulle proprie risorse.
Vuol dire anche di più: avere un atteggiamento coraggioso di ricerca e scoperta del dolore, della gioia, della lotta, del conflitto, della solitudine interiore.
La creatività può emergere soltanto dalla ricerca di se stessi. 

Non posso essere più d’accordo.

Steve Jobs così la definisce:

Creatività significa semplicemente collegare cose. Quando chiedi a persone creative come hanno fatto qualcosa, si sentono quasi in colpa perché non l’hanno fatto realmente, hanno solo visto qualcosa e, dopo un po’, tutto gli è sembrato chiaro. Questo perché sono stati capaci di collegare le esperienze vissute e sintetizzarle in nuove cose.

Attualmente la maggior parte dei ricercatori, concordano con la definizione della creatività data da Stein nel 1953:

La creatività richiede sia l’originalità che l’utilità

Ovvero riguarda qualcosa di originale che utile.

Visione Umanistica

Nella psicologia umanistica il significato e il fine dell’esistenza ruotano attorno a due poli: dare-ricevere amore e perseguire creativamente una ricerca o un impegno (De Marchi, 2006).
Questa branchia psicologica attribuisce alla creatività un ruolo prioritario. 

Il primo a rivendicare la centralità della creatività fu Maslow nel 1971.
Per lui la creatività è 

“una potenzialità che tutti, o quasi, gli esseri umani possiedono alla nascita”.

Maslow, parlando di “atteggiamento creativo” afferma che una sua caratteristica peculiare è la spontaneità, intesa come assenza di sforzo volontario. Quest’ultima è garanzia della espressione onesta della natura dell’organismo che funziona liberamente e della sua unicità.

Per la psicologia umanistica è fondamentale il concetto di creatività perché considera la mente umana un sistema aperto, dotato di libertà d’azione e possibilità di cambiamento. 


Per Lowen (1975) la spontaneità è la qualità essenziale dell’ “auto-espressione”. Quest’ultima è costituita dalle attività libere, naturali e spontanee del corpo.
Egli infatti dice che ogni attività del corpo, dalla più semplice alla più complessa, contribuisce all’auto-espressione. 

Per Lowen la chiave dell’auto-espressione sta nel piacere: nella creatività si realizza infatti quella forma di piacere che provano i bambini quando giocano: il bambino non tradisce se stesso quando gioca, ma resta fedele alla propria realtà interiore; in qualche modo si auto-realizza.
Nell’atto creativo, il piacere è sia il motore che il risultato dell’atto creativo stesso, visto che ogni atto creativo aggiunge piacere e significato alla vita stessa. 

“Il piacere nel vivere incoraggia la creatività e l’espansività, la creatività aggiunge piacere e gioia alla vita”. 

Se ne può dedurre quindi che per essere creativi non occorre essere artisti, ma adottare soluzioni creative.
Si può essere creativi nella conduzione della propria vita familiare, nel proprio metodo di studio, nell’indossare un abito e così via (Parsi, 2006).

Fromm identifica cinque condizioni fondamentali per parlare di creatività:

  • La capacità di meravigliarsi
    Tipica dei bambini e dei geni, e di alcuni di noi che, seppur non “geni” siamo però fortunati a possederla.
    Riguarda la capacità di ammirare e di stupirsi, viene perduta nel corso dell’educazione che ci viene imposta nella vita. Il messaggio che viene dato dall’educazione è che è nostro dovere conoscere tutto (meglio se superficialmente e in maniera vasta), e quindi lo stupirsi rimanda ad una condizione di ignoranza (non nel senso di “ignorare” ma di “ingenua stupidità”
    L’arte del disegno (sopratutto il mio corso 😜) sviluppa in maniera mirabile tale capacità, te lo assicuro.
  • La capacità di concentrazione.
    Nel senso di vivere in contatto con la realtà, che, alla lettera, significa: restare concentrati-vivere il momento presente.
    La Mindfulness e un diverso modo di Percepire la realtà è di grande aiuto per ritrovare e vivere a pieno questo contatto.
  • L’esperienza dell’Io.
    Consiste nello sperimentare il proprio Io come autentico generatore dei propri atti.
    Tradotto in parole più semplici: assumiamoci la responsabilità della nostra vita, delle nostre azioni e sopratutto delle nostre reazioni!
  • La capacità di accettare il conflitto.
    Chi è “creativo” è consapevole dei conflitti esistenti tra il proprio corpo e la propria psiche, li ha sperimentati ed accettati.
    L’accettazione di sè e l’armonia mente-corpo aiutano a far fronte in serenità ai propri conflitti interiori e al proprio dialogo interno.
  • La disposizione a nascere ogni giorno.
    Significa avere il coraggio di abbandonare qualcosa, così come alla nascita abbiamo abbandonato l’utero materno. E per far questo ci possiamo affidare alla forza della propria consapevolezza e alla nostra creatività.

Sempre secondo Fromm, i condizionamenti più importanti che si oppongono all’autorealizzazione derivano dal contesto storico e sociale.

L’artista dà libero sfogo al suo bisogno di affermare se stesso.

Il soggetto creativo è vivace e possiede una ricca interiorità che contrasta con la passività con cui le persone si adattano alla vita.

La caratteristica più importante della creatività risulta essere quindi la capacità di gestire la propria interiorità mediando tra sé e il mondo esterno.


Differenza fra fantasia immaginazione e creatività 

Cartesio citava 
La ragione non è nulla senza l’immaginazione

Molto sinteticamente si può dire che l’immaginazione e la fantasia è come se viaggiassero avanti e indietro in quel luogo chiamato pensiero e quindi riguardano funzioni non concrete.

Tutti noi ne siamo provvisti ma non tutti le fanno emergere alla coscienza. Invece la creatività è agganciata alla realtà, si serve dell’immaginazione e della fantasia come di due fondamentali ingredienti che unisce a risorse e mezzi che l’individuo ha a disposizione per formare un prodotto, il prodotto creativo. Quest’ultimo viene ad essere l’oggetto di espressione di uno stato interno manifestato attraverso l’uso di strumenti, quali ad esempio la pittura, la musica, il movimento, ecc.

La creatività diventa quindi un mezzo di comunicazione con il mondo esterno.


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