Chi sono e cosa fanno gli operatori delle relazioni d’aiuto – Parte II

Chi sono e cosa fanno gli operatori che agiscono nell’ambito delle relazioni d’aiuto. Ovvero chi sono e cosa fanno le figure professionali che aiutano “chi ha bisogno di una mano”

Parte II

Lo psicoterapeuta (L.56/89, art. 3) è un medico o uno psichiatra o uno psicologo che ha fatto una specializzazione almeno quadriennale in psicoterapia, un anno di tirocinio e un esame di Stato. Ci sono molti orientamenti/scuole di specializzazione e quando una persona sceglie uno psicoterapeuta è bene che si informi sull’approccio che verrà usato. In questa sede mi limito ad elencarli, per facilitare un’ulteriore ricerca: psicodinamica, psicosintesi, adleriana, gestaltica, cognitivo-comportamentale, sistemico-relazionale, funzionale, ecc.

E’ molto importante sapere l’orientamento/scuola dello psicoterapeuta a cui ci stiamo per rivolgere. Questa non è la sede per analizzare le decine di orientamenti, ma, se volete rivolgervi ad uno psicoterapeuta andate almeno su wikipedia o a googlolare per avere un’idea della metodologia che userà il vostro psicoterapeuta o quale orientamento è più nelle vostre corde e cercare uno psicoterapeuta in base all’orientamento desiderato.

Molti orientamenti in psicoterapia prevedono che il professionista faccia un lungo percorso di psicoterapia personale (ma purtroppo non tutti gli orientamenti lo prevedono).

Lo psicoterapeuta fa una diagnosi e cura, con un lungo percorso psicoterapeutico, varie forme di sofferenza psicologica e disturbi mentali; per esempio: depressione, ansia, attacchi di panico, fobie, disturbi della personalità.

Può occuparsi anche di pazienti, gruppi o famiglie aventi problemi psichiatrici o psicopatologici oppure di pazienti che hanno un disagio psichico tale da richiedere una ristrutturazione profonda della personalità.

Quando ritiene che il malessere del paziente ha bisogno di farmaci lo deve mandare dallo psichiatra (perchè non può prescrivere farmaci nè tantomeno psicofarmaci). In tal caso sarebbe opportuno un lavoro sinergico psicoterapeuta-psichiatra.

Psicoterapeuta e psichiatra collaborano insieme in situazioni di grave malessere. Infatti, tutti gli studi in proposito dicono che quando una persona ha un disagio psichico importante, che necessita la prescrizione di psicofarmaci, è fondamentale che la persona sia contemporaneamente seguita, oltre che dallo psichiatra anche da uno psicoterapeuta (a meno che lo psichiatra in questione sia anche psicoterapeuta). Tali studi infatti sottolineano l’importanza di tale sinergia affinché si ottengano risultati efficaci.
Psichiatra e psicoterapeuta quando lavorano insieme vanno nella stessa direzione fino a che poi i farmaci, grazie al lavoro fatto dallo psicoterapeuta, vengono tolti. I farmaci hanno quindi un uso transitorio, dopodiché lo psicoterapeuta aiuta il paziente a stare sulle sue gambe da solo, senza l’ausilio di farmaci.


Lo psicoanalista è uno psicologo che, dopo un anno di tirocinio con esame di Stato, ha fatto una specializzazione quadriennale in psicoanalisi.
A differenza dello psicoterapeuta, che può o meno fare un suo percorso personale (a seconda dell’orientamento scelto), lo psicoanalista ha fatto un lungo percorso d’analisi personale.
Lo psicoanalista ha una funzione diversa dallo psicoterapeuta: scava e analizza, indaga. Non cura. Aumenta la consapevolezza andando ad analizzare il passato per capire come mai sono accadute certe cose; aiuta a mettere insieme pezzi.
Lo psicoanalista aiuta a comprendere, a mettere ordine; può fare una diagnosi ma non cura.

Medici e psichiatri sono le uniche due figure che possono prescrivere farmaci.

Domani vi parlerò dello psicologo, dei dottori in tecniche psicologiche e degli assistenti sociali.
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