La mia Storia

Da Artista a Counselor a Arte terapeuta

Due grandi passioni hanno contrassegnato la mia vita:
l'Arte e la Crescita Personale

A queste, fin da bambina, si sono unite la lettura e la danza. Tutte insieme, come il pendolo dell’orologio, hanno scandito molte delle mie giornate.

Avida lettrice fin dai 6 anni, figlia di un’avida lettrice, la mia casa è stata sempre stracolma di libri di ogni genere. In particolare collezionavo fiabe, miti e leggende ed ero innamorata di Shakespeare e Omero

Poco più che adolescente, dopo una cocente delusione amorosa, mentre facevo shopping di libri di psicologia, mi imbattei in testi di auto-aiuto e di crescita personale.
Ne feci incetta e da lì non ho mai smesso di leggerli e studiarli.

Arte e Lettura sono state il punto fermo della mia vita, le mie due stelle di riferimento nelle notti più scureAd un tratto però una di queste stelle venne oscurata e di colpo mi trovai ad abbandonare colori e pennelli. E con loro, i miei sogni, le mie speranze e la mia arte.

Divenni mamma ed i primi due anni in questa nuova veste furono entusiasmanti, seppur molto impegnativi: un sogno avverato.

Ero felice.

La mia famiglia era tutto per me e la mia carriera artistica, dopo tanti anni di lavoro finalmente stava decollando.

E invece?

Eh..invece ben presto una grave disgrazia familiare travolse me, la mia famiglia e la mia carriera artistica.

Mia madre subì un gravissimo incidente che la rese invalida e senza più capacità cognitive, e in seguito la portò a diventare come un “vegetale”.
Caddi come sotto un incantesimo, che mi ha tenuta addormentata per 10 anni.

A seguito di questo incidente dovetti compiere una scelta che mai avrei voluto fare: o la mia carriera artistica, o la famiglia.

Scelsi la famiglia, senza nemmeno pensarci su, convinta di poter riprendere la mia carriera artistica più avanti.

Ma ahimè, non tutte le ciambelle escono col buco…
Infatti la mia convinzione si volatilizzò e fui costretta ad abbandonare il sogno della mia vita, la mia Arte. 

Andai in mille pezzi.
Persa tra un’enorme frustrazione ed un dilagante smarrimento, ne uscii devastata.

Solo molti anni dopo ho realizzato, che la mia scelta fu data anche alla mia incapacità di chiedere aiuto.



Le mie dolorose vicissitudini familiari, dell’infanzia e dell’adolescenza, mi hanno fatto crescere in fretta e mi hanno resa forte, una guerriera.

Mai come allora sentivo calzarmi perfettamente a pennello il detto “quel che non uccide, fortifica”.

Certo è, che anche i guerrieri hanno bisogno di un pò di tregua, per riprender fiato e recuperare le forze. 

Il dolore straziante per la terribile malattia di mia madre, unito al dividermi fra lei e la mia famiglia, mi rendeva ogni giorno più stanca e stressata.

Cercavo di mascherare la mia frustrazione, senza successo. 



L’unico capace di farmi tornare il sorriso era mio figlioOccuparmi di lui, giocare, coccolarlo, raccontargli storie, mi portava in un mondo “altro” da tutto quello che avevo intorno. 

L’allegria e la vitalità che mi contraddistinguono, emergevano solo quando stavo con lui.




Mi sentivo come Kore, contesa e divisa; senza possibilità di scegliere il mio destino.


L’Arte, che aveva lenito come un balsamo le mie ferite, colorato le giornate più grigie e da sempre era stata la mia ancora di salvezza, era stata messa da parte. 



Avevo smesso di nutrire la mia anima e per colmare il vuoto che sentivo dentro iniziai ad abbuffarmi di cibo.


Cosa mi ha svegliata?


Di certo non il bacio del principe azzurro, anzi … direi più una secchiata d’acqua gelida.

Come?
Di nuovo?

Esatto.
Un altro terremoto emotivo si è abbattè nella mia vita e fui costretta a svegliarmi, e di brutto.

Rendermi conto che il mio matrimonio era alla frutta è stato devastante e mi ha spezzato il cuore.
La non accettazione , unita alla speranza (o testardaggine bastarda?) che le cose col tempo potessero aggiustarsi e che il mio amore avrebbe trionfato su tutto sono state le catene che mi hanno tenuto per lungo tempo in una relazione ormai diventata malata e tossica.

Non riuscire a troncare questo rapporto che mi faceva vivere ormai solo in grande dolore mi stava distruggendo l’anima.


Ma un giorno ...

La rabbia esplose come il fuoco di un drago costretto in catene e lì capii che ero rimasta imprigionata per troppo tempo.

Il mio drago interiore si era svegliato e dovevo assolutamente fare qualcosa. 



Il mio intuito, inconsapevolmente e saggiamente, poco prima del terremoto mi aveva spinto a riprendere gli studi di counseling, abbandonati molti anni prima.
Questi sono stati il giubbotto di salvataggio in mezzo alla tempesta emotiva che stavo affrontando.

In quello stesso periodo, senza troppa convinzione ritirai fuori i miei vecchi colori e buttai colore sulla tela, sparso con le mani, diluito con lacrime amare.

Non riuscivo a dar forma alle mie emozioni e questo mi faceva sentire persa completamente.

Mi sentivo menomata e impotente.
Invece di diminuire, la rabbia non faceva che aumentare e i colori finirono di nuovo nei cassetti.

Iniziai allora un dialogo con me stessa. Iniziai a prendere dimestichezza con l’ascolto interiore.

Nelle settimane che seguirono passai dalla rabbia all’apatia, fino al caos più totale.

 
Hai mai provato quella sensazione contrastante e potentissima di aver dannatamente bisogno di qualcosa, senza riuscire a capire cosa??

 

Se sì, sappi che ti capisco benissimo.

Se no, sappi che provoca un effetto devastante e a tratti, paralizzante.

Ma alla devastazione e alla paralisi iniziale, segue un grande rilascio di energia vitale.
Te lo assicuro, sembra impossibile, ma è proprio così.

Tutto ciò che serve è saper ascoltare, anzi saper ascoltar-si.

Grazie al percorso intensivo di counseling nel quale mi ero letteralmente tuffata, emersero tante verità scomode e soprattutto una:
avevo smesso di assumermi la responsabilità di come stava andando la mia vita.

Com’era potuto accadere?


Beh, scegliendo di smettere di remare nell’arte, avevo scelto di andare alla deriva.

Come una barca senza timoniere, abbandonando la mia passione e il mio lavoro, mi sono persa e non solo.
Mi sono addirittura incagliata negli scogli.

Ma come? Così, senza accorgermene?


Esatto, così.
 Quello che è accaduto, è che mi sono sentita smarrita.
E invece di reagire, ho iniziato a mettere a tacere la mia voce interiore e a ricercare spasmodicamente l’approvazione degli altri, fino al punto da non riconoscere più chi ero.


Vuoi sapere a cosa mi ha portato tutto questo?

Eccoti svelato l’elenco delle conseguenze. Ecco come mi sono sentita:

  • sommersa di cose da fare e da gestire
  • invasa dal mio lato dispotico e capriccioso, che sabotava ogni mio progetto e iniziativa
  • lievitata di rabbia, frustrazione e peso
  • in colpa ogni qualvolta provassi a ritagliarmi del tempo per me e per ciò che amavo
  • come un leone rinchiuso in una gabbia di 2 mt x 2
  • con l’autostima spiaccicata sul fondo lontanissimo di un baratro che nemmeno riuscivo a guardare, per paura di cadere.

Il gioco al massacro che avevo iniziato non faceva che auto-alimentarsi:

provavo a far qualcosa che mi appartenesse, mi sentivo in colpa, smettevo e tornavo ad adeguarmi a quel che potesse compiacere gli altri.
rabbia e frustrazione esplodevano e il circolo vizioso ripartiva da capo, inesorabile.

L’aver abbandonato colori e pennelli mi aveva allontanato dalla parte più vitale e appassionata di me: l’esploratrice instancabile, curiosa e entusiasta.
Ero diventata insicura e demotivata
.



Avevo smarrito la strada sulla quale correva felice la mia creatività ed ero diventata sorda ai richiami della mia anima.

Avevo smesso di coltivare il mio giardino interiore.

Per la prima volta nella mia vita ho iniziato ad avere pensieri negativi.

Questo era ciò che rimbombava nella mia testa costantemente:

» Non so più disegnare, né dipingere; è da troppo tempo che non lo faccio, se ci riprovo ne uscirà certamente una schifezza e farò una figuraccia

» Cosa mi sono messa in testa di fare? Ma chi credo di essere?

» Ormai è troppo tardi per me

» Sono troppo vecchia per iniziare una nuova carriera

» Ma chi me lo fa fare? A che pro?

Ciò che mi ha permesso di interrompere questo loop negativo, è stato riallacciare un dialogo con la mia anima.

E per questo fu determinante un lavoro allo specchio: autoritratti e conversazioni.

Questo mi ha permesso di vedere la mia vita da un altro punto di vista.


Un giorno lessi una frase
di Vera Peiffer.

La qualità dei tuoi Pensieri determina la qualità della tua Vita.

Due righe che avevo letto tante volte, ma che non erano mai scese veramente dentro di me. Stavolta fu diverso.

Ero pronta per dare una svolta alla mia vita.

Quelle parole mi si radicarono dentro, come un seme in un terreno fertile e presto iniziarono a germogliare.

Con il tempo di cui avevo bisogno, le tensioni iniziarono a sciogliersi e allo stesso modo, io tornai a prendere in mano le redini della mia vita, iniziando a cambiare la direzione dei miei pensieri e ad usare ciò che ero in quel momento, nel presente.

Mi sono ritrovata completamente assorta in quello che stavo facendo, nei miei disegni, nei miei studi.
E così ho iniziato a vedere una luce in mezzo alla tempesta.

Da quel momento ho guardato dritto e anche quando la nebbia tornava ad infittirsi, il mio obiettivo era mantenere la rotta.


Col passare del tempo ho affinato le mie abilità di esploratrice dell’anima e ho iniziato a riacquistare equilibrio e armonia.

Dal mio cuore spezzato sono nate due ali.

Stavo lentamente guarendo. 


Da bruco strisciante, poi rinchiuso nel bozzolo, mi stavo trasformando in farfalla dai colori sgargianti.

Era l’alba della nuova me!

Più ispirata, più felice, più a fuoco.
Stavo recuperando la mia anima curiosa, allegra e creativa, quella parte preziosa che è sempre stata uno spirito libero, integro ed estremamente vitale.

Questa volta il cambiamento non l’ho temuto. Non l’ho evitato.
Al contrario, l’ho abbracciato forte.

E…che cosa è cambiato?

Tutto.
E’ cambiato tutto: ho iniziato a volare.

Oltre al mio sentito ed appassionato lavoro di Counselor olistica e Trainer di corsi di crescita personale ho ripreso a condurre corsi d’arte, di meditazione dinamica, di art-counseling e mindful-art e non ho mai più smesso di studiare, imparare, crescere e sfidarmi.

Tutt’ora sono in formazione come arteterapeuta.

Come vedi, io ho dato una svolta alla mia vita e questo ha permesso anche un risveglio della mia creatività.

E’ stato facile?
No.

E’ stato rapido?
Neppure.

Ne avrei potuto fare a meno?
Assolutamente NO

E sai che ti dico?

PUOI FARLO ANCHE TU!!!

La domanda è:
LO VUOI?


Se la risposta è sì, non ci sono ma che tengano.

Quando l’anima dice sì, il cuore l’accompagna e inizia il viaggio.


La vita che desideri è già davanti a te.

É nelle tua mani e io sono felice di suggerirti la via più adatta per diventare la versione migliore di te stessa.

Non indugiare, ti aspetta un mondo che mai avresti creduto possibile.

Fidati, se ci sono riuscita io, puoi riuscirci anche tu!

Inizia il tuo viaggio eroico all’interno di te stessa

Scegli il tuo percorso

√  Mettiti in cammino 

e donerai gioia, colore e amore alla tua Vita.
..

Parola di Barbara

La mia Formazione

“Le immagini Shakespeariane nell’Arte” è la tesi che mi ha visto diplomare all’Accademia di Belle Arti di Firenze con 110 e lode.

In seguito la Formazione in Counseling,  Mindfullness, Arteterapia

Cosa Faccio

Sono un’anima curiosa ed eclettica e questo sintetizza la passione, l’entusiasmo e la creatività che metto in ciò che faccio.

Mi occupo di risveglio, creatività e cambiamento

A chi mi Rivolgo

A chi si sente inibito, bloccato nell’espressione di sè.

A chi non riesce a percepire il proprio valore.

In particolare mi rivolgo alle donne che si sentono in trappola e non riescono a fiorire.

La mia Missiom

Impiego ogni mia energia, ogni giorno per diventare la versione migliore di me stessa, il miglior capolavoro che possa creare è ispirarti a fare altrettanto, nel flusso del gioco della Vita.