Storie

I simboli e gli attributi di Ecate

Ecate è presente in un solo mito ma è la dea con in assoluto più simbologie a lei legate.

Innanzi tutto un mese associato ad Ecate è Novembre, più precisamente il 31 ottobre, quando viene celebrata come Regina delle Streghe.

E’ Samhain, è Ognissanti. Sono i giorni e le notti in cui il velo che divide il mondo del visibile da quello dell’invisibile si assottiglia. Rendiamo onore ai nostri Antenati, ed Ecate è onorata quindi anche come Psicopompo e Regina dei Morti, delle Ombre.

Più precisamente la stregoneria moderna onora Ecate, nel suo aspetto di sovrana dell’Oltretomba il 16 novembre; mentre il 30 novembre viene onorata come Custode dei Crocicchi.

Le notti del 16/17/18 Novembre sono famose per essere le Notti delle Leonidi, uno degli sciami meteorici più importanti, che si verifica ogni anno, ma che ogni 33 anni raggiunge il suo apice con piogge di meteore intense e luminosissime.

Proprio per questo, su alcuni Calendari, sempre moderni, si legge che queste notti sono sacre ad Asteria, la Titanide delle stelle e… madre di Ecate!

Secondo alcuni, potrebbe esistere anche una relazione tra la Notte di Ecate del 16 Novembre e il giorno di Sant’Hilda il 17 Novembre, probabilmente perché hanno associato a questa Santa tutta una serie di Divinità con aspetto di Megere o Anziane, o con caratteristiche ctonie, come Holda, Holle, Hel.

Ma veniamo adesso ai suoi simboli e attributi

La Trottola o Ruota di Ecate

In greco antico chiamata iugx o strophalos era uno strumento magico-sacrale.

Veniva usato per invocare la presenza della divinità nella celebrazione di un rito.

Viene citata in Ovidio (I sec. aC)

«Ella conosce le arti magiche (…)
sa bene quale sia il potere (…)
del filo messo in movimento dalla
trottola che gira»

Michele Psello così la descrive: 

«La trottola d’Ecate è una sfera dorata costruita attorno a uno zaffiro e fatta girare tramite una cinghia di cuoio, con sopra dei caratteri incisi su ogni faccia: mentre gira si fanno le invocazioni»

La “trottola” o “ruota di Ecate” veniva lanciata dal teurgo: se ruotava verso l’interno gli dei venivano sollecitati a partecipare al rito; facendola girare verso l’esterno la divinità era libera di andarsene.
La trottola girando produceva dei suoni che sembravano essere versi di animali, o lamenti o risa dalla cui interpretazione il teurgo poteva avere visioni profetiche anche assimilandole al suono delle sfere celesti 

La rotazione della trottola influenzava infatti, il moto degli astri celesti che esercitavano il loro influsso sulla Terra 

In tempi più moderni la trottola è stata poi usata per scopi divinatori

La Ruota di Ecate è una rappresentazione visiva della Triplice Dea, costituita da un labirinto visivo con tre vortici distinti collegati al centro.

Si dice che il simbolo sia la rappresentazione di un serpente labirintico attorno a una spirale centrale. Il serpente labirintico è rappresentativo della rinascita e del rinnovamento e si riferisce ai tre volti di Ecate.

Nel suo insieme, il simbolo rappresenta ruote o vortici, che sono emanazioni del pensiero divino, e indica il potere della conoscenza e della vita. 
Il labirinto può anche rappresentare un viaggio e una scoperta interiore nel corso della vita.

I CROCICCHI, i CROCEVIA

Qualunque punto in cui si incrociano delle strade, in particolare l’ incontro di tre vie, è sacro ad Ecate. Un tempo vi erano edificate edicole e statue in suo onore.
Molte credenze e rituali di derivazione contadina approdano nella loro fase culminante proprio nei crocevia e ai trivi. Proprio in questi luoghi si portavano le offerte in suo onore.
Poste agli incroci di tre strade, le statue di Ecate proteggevano i viandanti, aiutandoli a scegliere il percorso giusto e ad individuare i passaggi meno rischiosi. Ecco perché in alcune rappresentazioni Ecate ha addirittura tre teste, ognuna che guarda in una diversa direzione.
La cristianità ne ha fatto invece territorio diabolico dove vi si seppellivano i suicidi. Il crocicchio è, al contrario, un posto di concentrazione di energie: le strade, i cammini, i destini si incrociano e portano ad una scelta.  

Ecate è la dea delle scelte e della libertà di scelta.

LA TORCIA, IL FUOCO 

La torcia di Ecate viene utilizzata per illuminare le anime nel loro passaggio tra la luce e le tenebre, ma anche per accendere lo scintillio della vita per aiutarla a lasciare l’oscurità. 

Il fuoco è luce, la tenebra rappresenta l’ombra ed entrambe incarnano l’eterno conflitto luce/ombra, insito nei culti misterici della Grande Madre neolitica. 
Il fuoco è inoltre il principio maschile e conferisce ad Ecate la facoltà di incarnare in sé il principio maschile e femminile insieme. Anche questa è una caratteristica che rimanda ai culti misterici del neolitico, dove non troviamo la separazione netta che invece esiste oggi.

La coppia Apollo – Ecate presente in molti luoghi oracolari, (come ad esempio nell’antro della Sibilla Cumana) ci parla dei due volti della “luce di saggezza”: quella apollinea della luce diurna e quella interiore di Ecate notturna.

LA CHIAVE

È un altro attributo significativo della dea, quale custode delle soglie. Ecate è “Colei che porta o tiene la chiave” per controllare il passaggio dal mondo di superficie al mondo ctonio di Ade, dal regno conosciuto a quello sconosciuto. 
Ecate, la guida di Persefone agli Inferi, è anche la custode dei misteri, la sacerdotessa che trasmette i segreti della conoscenza.

Come guardiana del mondo dei Morti (sua funzione psicopompo), ne custodiva le chiavi. Lei accompagnò Persefone nel suo viaggio ctonio, dopo il rapimento di Ade. Inizandola di fatto ai misteri della vita e della morte ( Misteri Eleusini)

Come divinità liminale, Ecate era la guardiana dei passaggi e delle porte. Si ponevano infatti sue icone sugli usci e si lasciavano offerte, affinché vegliasse sugli abitanti della casa.

IL COLTELLO o IL PUGNALE 

Viene associato ad Ecate nelle vesti di levatrice che recide  il cordone ombelicale dell’infante, ma è anche associato metaforicamente, al suo ruolo di accompagnatrice nella morte, dove lei stessa taglia i legami fra il corpo fisico e l’anima;

IL SERPENTE 

L’ animale che emerge dal mondo ctonio (associato alla rigenerazione e al rinnovamento per il suo mutare continuo di pelle) prende la valenza di labirinto, dell’intricata strada della vita e della morte.

IL CANE – LA CAGNA

Il cane è un simbolo dell’aldilà, antica guida per i morti. 

La presenza o le apparizioni di Ecate agli incroci si manifestavano attraverso l’abbaiare di cani lontani. I cani, inoltre, ululano alla luna.

Si narrava che la terribile Dea si aggirasse di notte con i suoi feroci cani portando i viandanti fuori strada dopo incontri impressionanti con demoni che abitavano il cosiddetto “recesso di Ecate”, una profonda concavità della Luna nella quale, secondo Plutarco, le anime pagavano il fio delle loro colpe prima di morire e diventare demoni che, però, non sempre agivano come spiriti maligni potendo anche diventare di valido aiuto per i viventi.

LE CIVETTE  

Sono le sue messaggere

William Shakespeare in “Sogno di una notte di mezza estate”, mostra la civetta come “messaggera dell’arrivo di Ecate”:

PUCK
“Rugge il leone nell’aria bruna,
Ulula il lupo verso la luna.
Il contadino dorme in pace,
Stanco, e rosseggia l’ultima brace.
Al malato che giace in sudore
La civetta stridendo fa cuore.
S’apron le tombe e furtivi e leggeri
Vagan gli spettri sui muti sentieri.
E a noi spirti, che abbiamo a ribrezzo
Il chiarore e l’aurora a dispetto,
E sulla pariglia di 
Ecate trina,
Pria che spunti la rosea mattina,
Inseguiamo giulivi e fidenti
L’ombre buie profonde e silenti,
A noi spirti in quest’ora s’appaghi
Ogni voglia di giochi e di svaghi.
Non un sorcio disturbi in quest’ora
La gran pace di nostra dimora.
Innanzi agli altri io son venuto,
E d’una scopa mi son provveduto,
Per spazzare via dalla soglia
Ogni granello di polvere o foglia”.

DRAGHI NERI 

William Shakespeare, nelle sue letture della Metamorfosi di Ovidio (culto della dea triforme) trova la natura della dea come trina. Dalla traduzione di Golding la dea era chiamata Ecate o Proserpina negli inferi, Diana in terra, Luna, Cinzia o Febe in cielo. Shakespeare nei panni di Puck, si riferisce ad Ecate come dea della luna e della notte, il cui carro era trainato da due dragoni.


Altri animali

Cavalli e Gatti Neri.

La Mandragora

E’ la pianta sacra ad Ecate. Essa è costituita da una radice biforcata, che secondo le credenze antiche rappresentava, lo ritroviamo ancora una volta, il principio maschile e femminile in forma antropomorfa.

La mandragora è una pianta iconica nella storia della magia. La sua radice robusta che cresce facendosi strada nel terreno, la rende pregna di oscurità e le conferisce un potere sovrannaturale. Ha virtù anestetiche, ma è anche una pianta velenosa. Nel medioevo si diceva che potesse essere impiegata nella cura della licantropia ed era la base di molte pozioni magiche, tra cui quella per curare la sterilità.

ALTRE PIANTE

Il cipresso, pianta dalle radici verticali e tipica dei cimiteri

L’ aconito e la belladonna, entrambe piante altamente tossiche ed accomunabili alla mandragora per il fatto di avere infiorescenze di colore viola. 

Il Pioppo Nero e il Salice. Nel Nord Europa il legame del salice con le streghe è così stretto che la parola witch (“strega”) deriva dallo stesso nome che anticamente designava il salice, da cui deriva anche wicker (“vimine”), ed infatti tradizionalmente la scopa delle streghe inglesi è fatta ancor oggi con legacci di vimine in onore a Ecate.

Leggi anche: Ecate – mito

Vuoi conoscere gli inni e le invocazioni ad Ecate?

👉 Leggi qui: http://barbaraboretti.it/inni-e-invocazioni-a-ecate/ 

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Barbara

Laureata all'Accademia di Belle Arti, Artista, Arteterapeuta, Advanced Counselor cognitiva, olistica e simbolico-archetipica, Professional Mentor, Educatrice Mindfulness e in Mindful Art, Facilitatrice Metafiabe e Psicofiaba, Trainer Percorsi Crescita Personale, Custode di storie.

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