Mente e Pensieri

Il cervello è come una Matrioska

Credo che tutti noi dobbiamo conoscere cosa attiva la paura o scatena un eccessivo stress, così come si formano i comportamenti, cosa spinge e voler soddisfare certi bisogni piuttosto che altri. 

Tu sei anche questo, e non puoi conoscerti a fondo se non sai come funziona il tuo cervello e la tua mente, cosa scatena le tue emozioni e le tue reazioni.

Pensa a un’orologio: se vuoi sapere come funziona del aprirlo e guardarci dentro, osservare i suoi meccanismi e la bellezza di tutto ciò che lo compone.

Puoi ascoltare quanto ho scritto nel mio Podcast 👇

È importante sapere che cosa scatena, fisiologicamente, la paura o lo stress, che si potrebbe definire una paura in giacca e cravatta .

A differenza di quello che si può pensare il cervello è un organo con struttura a triade, ovvero è costituito da 3 cervelli distinti. Ognuna delle tre parti si è sviluppata in stadi evolutivi differenti, e anche se fra loro , queste 3 parti, sono collegate, in buona parte hanno funzioni differenti.

Ho acceso la tua curiosità? … bene allora continua a esplorare con me il tuo mondo interiore

I 3 cervelli

Il nostro cervello è costruito da tre cervelli distinti. Queste 3 parti sono dette: cervello rettiliano, cervello emozionale e cervello umano o neocorteccia

Può essere d’aiuto immaginare le parti del cervello come una Matrioska, ovvero quella bambola di legno russa che al suo interno contiene un’altra bambola che a sua volta al suo interno contiene un’altra bambola. La più grande, che racchiude le altre due, è la neocorteccia, che al suo interno contiene quella di misura media, il cervello emozionale, che a sua volta contiene la bambolina più piccola, il cervello rettiliano.

IL CERVELLO RETTILIANO ( detto anche INFERIORE, O ISTINTUALE) 

E’ il più antico dei tre, si è sviluppato numerosi milioni di anni fa e forma il legame evolutivo tra i dinosauri e i mammiferi. La sua funzione primitiva, istintuale e ritualistica, consiste nel soddisfare i bisogni primari di sopravvivenza, e c’è la salvaguardia del territorio e l’accoppiamento.
Il cervello rettiliano regola le funzioni fisiologiche di base, come per esempio controllo della temperatura corporea, la respirazione, l’equilibrio, il battito cardiaco.
Questa parte primitiva del cervello s’interroga e prende decisioni elementari, del tipo: “Questo cibo è commestibile o velenoso?”.
È la parte del cervello che reagisce con indignazione e persino con ostilità per esempio qualcuno cerca di occupare con il suo gomito e avambraccio tutto il bracciolo condiviso del sedile in aereo – reazione questa che è stata definita “imperativo territoriale”.

IL CERVELLO EMOZIONALE (chiamato anche cervello mammifero o sistema limbico) 

Questa parte del cervello si è evoluta in seguito al rettiliano, e la condividiamo con gli altri mammiferi.

Attraverso il cervello mammifero proviamo emozioni e formiamo legami con gli altri. È inoltre la parte che regola funzioni quali l’attenzione, il comportamento, la motivazione e i processi olfattivi. Infatti, è a causa del sistema limbico che reagiamo quando certi odori o suoni ci catapultano indietro nel tempo, in momenti vissuti in passato, come per esempio nell’infanzia. 

Nel cervello mammifero rimangono impressi ricordi e memorie di comportamenti legati a forti reazioni emotive. Questa è un’importante informazione ai fini della comprensione dei meccanismi all’origine della paura.
Per esempio, se un bambino si è spaventato molto perchè è stato morso da un animale, questa esperienza sarà immagazzinata in quest’area del cervello, il cui ruolo chiave è assicurare la nostra sopravvivenza in presenza di una minaccia.

IL CERVELLO UMANO (detto anche CERVELLO “PENSANTE-razionale” o NEOCORTECCIA) 

È stato l’ultimo ad evolversi .
La neocorteccia è responsabile della capacità di utilizzare il linguaggio, la ragione, così come di dare un senso alle esperienze passate e di pianificare il futuro. La neocorteccia svolge funzioni mentali complesse e di alto livello, ad esempio la speculazione filosofica, un attributo questo che distingue l’uomo dagli altri mammiferi.

L’AMIGDALA 

Nel sistema limbico c’è una struttura a forma di mandorla, chiamata Amigdala, la cui funzione è scrutare costantemente l’ambiente circostante con l’obiettivo di rilevare potenziali minacce alla sopravvivenza. E’ come un occhio vigile sempre aperto che scandaglia ogni esperienza, situazione e percezione. 

Se l’amigdala individua un possibile pericolo, reale o anche soltanto percepito, si attiva istantaneamente per proteggerci, innescando segnali di emergenza a tutte le parti principali del cervello.

L’ipotalamo, la parte del cervello che controlla il sistema nervoso autonomo, invia un messaggio istantaneo alle ghiandole adrenaliniche, le quali immettono prontamente nell’organismo gli ormoni dello stress , adrenalina e cortisolo, che dirigono il glucosio custodito ai muscoli funzionanti, bloccano i processi metabolici come la digestione per risparmiare energia, aumentano battito cardiaco e la respirazione, e alzano la pressione arteriosa; tutto questo, e molto di più, avviene affinché il corpo sia pronto a combattere o fuggire dal pericolo. 


Il cervello emozionale, o sistema limbico,  considera tutte le memorie prive di reazioni di paura innocue o sicure, e queste vengono quindi custodite altrove nel cervello. 

La strategia del modello corrispondente

Ma i ricordi legati al sentirsi minacciati o in pericolo, siccome  sono ritenuti fondamentali per la sopravvivenza, restano impressi nel sistema limbico, insieme alle relative emozioni provate in origine.
Questo è il motivo per cui una vicenda spaventosa avvenuta in passato, e permeata da una serie di emozioni dolorose, potrebbe essere rivissuta ripetutamente in seguito, ogni volta che questa viene riattivata da stimoli provenienti dall’ambiente che hanno anche la più vaga rassomiglianza all’episodio originale. 

Tutto questo processo si chiama “strategia del modello corrispondente” e non funziona in maniera precisa, ma in maniera approssimativa, quando si tratta di correlare la realtà presente ad avvenimenti passati.
Per esempio, se in passato tu fossi stata aggredita da un doberman l’amigdala percepirà in seguito come ostile qualsiasi razza canina, e quindi, anche se ti avvicinasse un bassotto affabile e dolce, …l’amigdala reagirà come se fosse in presenza del dobermann.

Il meccanismo lotta o fuga

Il meccanismo lotta o fuga innescato dall’amigdala avviene a livello inconscio, e quindi elude il controllo della neocorteccia. 

In una situazione percepita come un pericolo, per il sistema limbico è indispensabile entrare in azione all’istante, o potrebbe essere troppo tardi. Per questa ragione s’innesca subito, baipassando la neocorteccia e quindi qualsiasi strategia razionale.

La velocità di percezione è fondamentale per la sovravvivenza, o almeno, era assolutamente vitale per l’uomo preistorico, che rischiava d’essere divorato da una belva feroce appena metteva il capo fuori dalla caverna, se non aveva una veloce reazione di lotta o fuga.

Anche oggi in caso di pericolo il primo istinto è la fuga, o, se non è possibile la lotta contro la minaccia percepita. Col passare del tempo, nell’età per così dire moderna, oltre alla lotta o alla fuga si è aggiunta un’altra possibile reazione: il “congelamento”, che si attiva spesso nei casi di paura irrazionale come una fobia.

In assenza di pericolo, prendiamo decisioni e compiamo scelte a livello cosciente per mezzo della parte pensante del cervello: la neocorteccia. 

La neocorteccia presiede il comportamento in maniera razionale: soppesa tutti i pro e i contro di una situazione, con i tempi che gli sono necessari.

E questo va bene se la sopravvivenza non è messa a repentaglio. Quando però c’è anche solo il dubbio di una minaccia o di pericolo occorre l’intervento dell’istinto, che entra subito in azione, senza troppi indugi. I tentennamenti ovviamente rischiano di mettere in pericolo di vita.

Quando non sono presenti forti emozioni, come per esempio la paura in presenza di una percepita minaccia, è la neocorteccia che dirige il tutto. Ma quando la paura è forte, l’amigdala entra in stato di allerta, allarme e paranoia estremi, e prende il sopravvento perchè percepisce un pericolo di sopravvivenza., e quindi noi operiamo sotto il controllo emotivo inconscio dell’amigdala e degli ormoni dello stress, cortisone e adrenalina.

Il fatto che tutto avvenga a livello inconscio e supervelocemente è palese nello scampato pericolo. Nella stragrande maggioranza dei casi se, p.e. si chiede a una persona che è uscita illesa da un incendio “Ma come hai fatto a sapere che cosa dovevi fare in quel momento?”, questi in genere risponderebbe che non pensava, che ha agito d’istinto.
La parola istinto non è il termine propriamente corretto, a rende l’idea, perchè la persona in quel momento non pensava al da farsi, perché in effetti il meccanismo lotta o fuga aveva attivato il controllo emotivo inconscio, che aveva preso il sopravvento sulla ragione.

Chi è provvisto di un’amigdala eccessivamente sensibile tende a percepire più situazioni come pericolose, e così interpreta il mondo come ostile e pericoloso. 

La costante attivazione del meccanismo lotta o fuga effettivamente altera la struttura del cervello, innescando un circolo vizioso in cui l’amigdala ( con gli ormoni dello stress, per rimanere in posizione di comando, rileva minacciosi anche gli eventi più innocui. 

In questa condizione la persona non accede più al lato ludico della vita, alla creatività, al relax, al benessere psicofisico, alla libertà, alla crescita. Ha paura di tutto o quasi, vive in costante stato di allerta, paranoia, allarmismo … che gli impedisce di dormire sonni tranquilli e di pensare lucidamente.

Alcune persone nascono con una predisposizione ansiosa, che li rende sensibili al pericolo. Per altri, la paura è una reazione appresa vivendo nel corso degli anni esperienze terrificanti, realmente accadute o anche solo immaginate ( per l’inconscio non fa differenza). 

Cosa fare quando siamo sotto stress, eccessivamente timidi o impauriti?

Cosa fare quando l’amigdala è sovreccitata e costantemente in stato di allerta?

Occorre rieducare la neocorteccia attraverso la respirazione addominale, il pensiero positivo, la visualizzazione creativa e il rilassamento, che permette di gestire situazioni potenziali fonte di stress nel modo più creativo e costruttivo possibile, tranquillizzando così anche l’amigdala più attiva.

Negli episodi 1, 2 e 3 del mio Podcast Scopri chi sei ti ho illustrato come funziona la mente, e di conseguenza come nascono e si formano i pensieri e le convinzioni.
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Barbara

Laureata all'Accademia di Belle Arti, Artista, Arteterapeuta, Advanced Counselor cognitiva, olistica e simbolico-archetipica, Professional Mentor, Educatrice Mindfulness e in Mindful Art, Facilitatrice Metafiabe e Psicofiaba, Trainer Percorsi Crescita Personale, Custode di storie.

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