Relazioni Salute e Benessere

Il Counselor: supporto e guida nei momenti di cambiamento della vita

L’obiettivo principale del o della Counselor è il miglioramento della qualità della vita di chi a lui o lei si rivolge.
Questo miglioramento può avere varie sfaccettature e sfumature di colore, ma alcuni dei grandi temi che possono cambiare e quindi migliorare la vita di una persona c’è senz’altro il risveglio della stima di sè, l’imparare a darsi valore e amarsi; lo scoprire le proprie capacità, potenzialità, risorse e punti di forza; lo sviluppare la capacità di scelta e decisione; il raggiungere obiettivi prefissati nella maniera meno stressante possibile, con piani d’azione cuciti su misura; lo scoprire sè stessi e i propri veri bisogni e desideri in un momento di indecisione, crisi o confusione; imparare ad affrontare e mitigare la paura e la rabbia; vedere, nella relazione o nella coppia, dov’è il vero il vero problema o nodo e scioglierlo per ritrovare l’armonia, instaurare una comunicazione efficace, far emergere l’amore o separarsi con dignità per poi intraprendere un nuovo cammino in serenità.

Ascolta questo articolo sul podcast o prosegui la lettura

Il Counselor (o Counsellour) ha una formazione professionale minimo triennale.
Alcune scuole (ad esempio quella con la quale ho fatto la mia formazione, la Peiffer Foundation di Londra) esigono un percorso personale: un lungo lavoro di consapevolezza su di sé (purtroppo non tutte le scuole/orientamenti lo prevedono e questo è un pò rischioso) e centinaia d’ore di tirocinio.

Essendo la mia professione mi soffermerò maggiormente sui dettagli di questo operatore.
Come per Psicoterapeuti e Psicologi anche in questo tipo di relazione d’aiuto le competenze del professionista e i campi d’applicazione variano a seconda della formazione fatta e delle specializzazioni postume conseguite


Il Counselor promuove innanzi tutto assunzione di responsabilità e atteggiamenti attivi.

Si occupa di problemi che riguardano il prendere decisioni, l’affrontare cambiamentimigliorare le relazioni con gli altri e con sè stessi.
Gli ambiti principali di competenza in genere sono i problemi circoscritti: familiari, scolastici, nell’ambito del lavoro.

Il Counselor sostiene una persona che ha disagi relazionali o esistenziali ( e non psichici come fa lo psicoterapeuta).

Il disagio relazionale è un passaggio critico indotto dalle relazioni presenti del cliente per le quali egli si sposta da uno stato di equilibrio ad uno da definire, in cui occorre comprendere la qualità delle relazioni create e comportarsi diversamente.
Per disagi relazionali, in breve, s’intendono disagi e difficoltà nei rapporti di tutti i tipi: in famiglia, sul lavoro, nelle amicizie, con sé stessi, nei vari contesti sociali (scuola, ufficio, fabbrica, aggregazioni varie, feste, ecc.). Riguardano anche problemi di comunicazione, di senso di alienazione e solitudine.

Il disagio esistenziale è un passaggio critico indotto dalla difficoltà nel rispondere alle specifiche domande dell’esistenza, della realtà contingente.
Come nel disagio relazionale anche in quello esistenziale occorre comprendere la tipologia della crisi esistenziale e comportarsi diversamente.
Per disagi esistenziali s’intendono tutti quei disagi e problematiche che si possono vivere nel quotidiano: stress, preoccupazioni, paure, abitudini nocive (per esempio per la salute), comportamenti controproducenti, demotivazione, apatia, melanconia, insoddisfazione, frustrazione, indecisione, ecc.

Sono disagi che riguardano l’affrontare cambiamenti (voluti o subiti, spesso anche drastici), il fare delle scelte che avranno un impatto importante nella propria vita, e i “passaggi di vita”

Che tipo di cambiamenti?


I cambiamenti possono essere voluti o subiti, piccoli o grandi, momentanei o drastici.
Possono essere piccoli, nel quotidiano (p.e. il cambiamento di un’abitudine o di un comportamento o del modo di comunicare,); oppure grandi, come per esempio lo stress e la logistica legata a un trasloco, a un trasferimento in un’altra città o all’estero, che possono comportare una modifica importante nella routine. Altri grandi cambiamenti sono una convivenza e ancor più un matrimonio, la nascita di un figlio, un cambiamento di lavoro, un licenziamento, riprendere a studiare o fare una specializzazione mentre si lavora.
Questi non sono che alcuni esempi di cambiamenti con cui fare conti nell’arco della vita.


Ho parlato anche di “passaggi di vita”, e con questi intendo quei passaggi importanti che avvengono nella vita di tutti, e che possono essere fluidi e automatici per alcuni e problematici per altri: p.e. il passaggio di un ragazzo o una ragazza dalle medie alle superiori o dalle superiori all’università o dall’università al mondo del lavoro; i passaggi dalla pubertà all’adolescenza e dall’adolescenza all’età adulta.
Per una donna, per esempio, il passaggio al diventare donna in età molto giovane, il passaggio dall’essere single a sposata, il diventare madre, il passaggio alla menopausa possono essere cambiamenti enormi, spesso complessi, stressanti o difficile … anche quando tali cambiamenti sono fortemente voluti e ci rendono felici
Purtroppo nella nostra cultura i pochi riti di passaggio ancora esistenti hanno perso la loro efficacia e non sono sufficientemente supportati dalla collettività.

I cambiamenti possono essere inoltre accompagnati da dolore: lutti, aborti, abbandoni, separazioni, divorzi,  cambiamento dello stato di salute (affrontare una grave malattia o infermità propria o di un familiare).

Cambiamenti, scelte importanti e passaggi da una fase ad un’altra della vita spesso comportano periodi più o meno lunghi di stress, che può abbassarsi una volta finito il momento di cambiamento, o si può protrarre e, se diventa cronico, diventare nocivo per la salute.

Il Counselor è un’esperto della gestione dello stress e può quindi aiutare, con poche sedute mirate, a ritrovare serenità e equilibrio per affrontare il cambiamento in questione o a vivere, con una diversa percezione della realtà nella situazione stressante senza i danni causati da uno stress nocivo (per esempio situazioni in cui c’è un anziano malato in casa, ricerca di lavoro, lavoro-studio contemporanei, lavoro particolarmente stressante a cause di richieste di superiori esigenti, madre di famiglia e lavoratrice (triplo lavoro: casa-famiglia-ufficio), ecc)

Io sono esperta nel recupero del proprio potere personale, del risveglio di sè e del proprio valore e integrità, nella gestione dello stress (e quindi in tecniche di rilassamento profondo e respirazione corretta), nel guidare verso un cambiamento di percezione della realtà e nel risveglio della creatività.

Nel contesto dei disagi relazionali e esistenziali il Counselor ha il compito di stimolare la persona a migliorare la qualità della sua vita, cioè a stare meglio, a passare dalla “sopravvivenza” al benessere, e anche a potenziare le proprie risorse.

L’obiettivo del Counselour è quello di promuovere, attraverso determinate tecniche, l’autonomia decisionale del suo cliente.

Il Counselor facilita il raggiungimento degli obiettivi e risultati desiderati e la soddisfazione dei propri bisogni.

In pratica poche sedute o un percorso di Counseling aiutano la persona a uscire dalla crisi e costruire un nuovo equilibrio in sé stessa
Spesso infatti il Counselor aiuta una persona a “voltare pagina” e rifarsi una nuova vita.

In che cosa consiste un percorso di Counseling?


É un breve percorso (in genere 5-20 sedute) di crescita personale costruito a partire da una situazione specifica che tu cliente, porti, che, come ho detto, può riguardare un problema contingente o un disagio esistenziale o relazionale.

La relazione di aiuto, affinché sia di pertinenza del Counselor, deve avere come oggetto problematiche o disagi (relazionali e/o esistenziali) insorti da breve tempo.
A onor del vero, comunque, io personalmente ho raggiunto risultati straordinari anche in problematiche e disagi che si trascinavano da anni o dall’infanzia. Va detto comunque che sono anche Arteterapeuta, figura professionale che approfondirò nel prossimo episodio a conclusione di questo ciclo dedicato ai professionisti che operano nelle relazioni d’aiuto
Il mio compito è accompagnare e guidare.
Quindi, quando il cliente porta del materiale e ci vuole lavorare, il clima di rispetto e fiducia reciproca che si è instaurato permette di affrontare anche tematiche “delicate”

Il Counselour conosce la differenza fra disagio psichico e no, e quando, entro poche sedute, lo individua, deve indirizzare a un professionista con diverse competenze e più idoneo al cliente.

Il tempo del disagio e la reazione del cliente al nuovo approccio attraverso le sedute iniziali, è un elemento fondamentale per stabilire la natura del disagio.
Un disagio che va oltre i 6 mesi ha un impatto sulla psiche del soggetto che richiede un intervento diverso, perlomeno a livello diagnostico. Poi lo psicologo stabilisce se il miglior sostegno è dato da lui o se è sufficiente un counselor o se è necessario uno psicoterapeuta.
Questo accadrebbe se, come accade per esempio in Gran Bretagna, tutte le figure professionali descritte sopra collaborassero fra loro in vista del bene del paziente/cliente.
Purtroppo in Italia spesso non è così e si vedono casi in cui lo psichiatra si limita a dare farmaci ma non fa fare psicoterapia, lo psicologo fa psicoterapia e il Counselor o il Coach oltrepassano i loro limiti di competenza e si spacciano per psuedo-psicologi.

Ogni professionista può aiutare tantissime persone, senza oltrepassare o distorcere le sue competenze. Io mi auguro che la collaborazione fra queste figure professionali diventi presto una realtà, come già accade, con grande beneficio degli utenti, nel Paese in cui mi sono formata.

Personalmente ho scelto la formazione in Counselor della Peiffer Foundation perché soddisfaceva le caratteristiche che io desideravo:
– lavorare prima su di sé per poter offrire un miglior servizio empatico, oltre che professionale;
– una formazione completa per qualsiasi situazione problematica o critica, quale valido supporto e guida, che, attraverso  metodi semplici ed estremamente efficaci è realmente un aiuto.

Gli strumenti che utilizzo in sessione e che insegno a utilizzare in autonomia li ho testai su di me in prima persona, o in tirocinio sotto supervisione di un Counselor “anziano”, nel mio caso un ipnoterapeuta specializzato in stress posttraumatico. 

La validazione di metodologie e strumenti, così come ambiti di applicazione è importante perchè il professionista non è bene che intervenga in situazioni a lui o lei completamente avulse dalla sua esperienza personale  e per evitare anche di trovarsi coinvolto in una relazione d’aiuto in cui lei o lui, per primi, non hanno risolto il problema.

Per esempio: non “potrebbe”, e metto di proposito il verbo al condizionale” un cliente che vuole raggiungere un obiettivo finanziario o ha problemi legati ai soldi e a credenze bloccanti sui soldi,  se è sempre in bolletta.


Il mio Counseling

Mi piace definire il tipo di Counseling che applico un ” Pronto Soccorso mentale” perchè veramente porta subitaneo sollievo in situazioni di emergenza alla propria mente.

Sono una Counselor, cognitiva, olistica, simbolico-archetipica.
Il mio obiettivo è il miglioramento della qualità della vita di chi a me si rivolge.

Questo miglioramento può avere varie sfaccettature ma alcuni dei grandi temi che possono cambiare e quindi migliorare la tua vita sono il tipo di approccio che hai durante le fasi di cambiamento della tua vita, nei suoi passaggi (come per esempio il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, da single a sposato/a, quello della maternità o paternità, la menopausa, la vedovanza…); ma anche il passaggio dall’università o scuola al mondo del lavoro, un cambio di lavoro, un abbandono o rifiuto, un tradimento, una crisi di coppia, una separazione o divorzio.
Ma anche cambiamenti nella quotidianità: di abitudini, comportamenti, approccio comunicativo, per esempio.

Come ho già detto all’inizio dell’articolo, il Counselor incoraggia il risveglio della stima di sè, l’imparare a darsi valore e amarsi; lo scoprire le proprie capacità, potenzialità, risorse e punti di forza; lo sviluppare la capacità di scelta e decisione; il riscoprire il proprio potere personale; il raggiungere obiettivi prefissati nella maniera meno stressante possibile, con piani d’azione cuciti su misura; lo scoprire sè stessi e i propri veri bisogni e desideri in un momento di indecisione, crisi o confusione; imparare ad affrontare e mitigare la paura e la rabbia; vedere, nella relazione o nella coppia, dov’è il vero il vero problema o nodo e scioglierlo per ritrovare l’armonia, instaurare una comunicazione efficace, far emergere l’amore o separarsi con dignità per poi intraprendere un nuovo cammino in serenità.

avatar

Barbara

Laureata all'Accademia di Belle Arti, Artista, Arteterapeuta, Advanced Counselor cognitiva, olistica e simbolico-archetipica, Professional Mentor, Educatrice Mindfulness e in Mindful Art, Facilitatrice Metafiabe e Psicofiaba, Trainer Percorsi Crescita Personale, Custode di storie.

Articoli consigliati

Lascia un commento