Arte e Creatività Salute e Benessere

L’Arte che cura

Da sempre l’arte è considerata una forma di comunicazione importante, che riesce ad arrivare dove le parole non ci riescono. 
Arte e guarigione si intrecciano già nel mondo antico.

Il desiderio dell’uomo di lasciare la propria impronta e di esprimere le immagini mentali nasce con lui; basti pensare ai graffiti rupestri, alle prime forme in terracotta, all’arte della maschera, ai riti e misteri della musica e della danza. In seguito a queste si aggiungono la pittura, la scultura e il teatro.

E quindi si può dire che l’arte sia antica come l’uomo, si potrebbe quasi affermare che l’arte sia parte dell’uomo, della donna, dell’intera umanità: non saremmo esseri umani senza arte e non ci sarebbe arte senza esseri umani.
E questa è forse la spiegazione del perché l’arte può essere usata in tutte le sue forme per curare diversi disturbi o addirittura per promuovere la salute individuale e collettiva, e favorire un legame comunitario. L’Arte, come lo sport, unisce i popoli, miscela le differenze culturali e sociali come il pittore fa con i colori, per trovare nuove sfumature e tonalità.

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L’Arte che cura

Arte e guarigione si intrecciano fin dalla notte dei tempi. Innegabili i benefici che emergono dall’esprimere le proprie immagini interiori ed emozioni attraverso la pittura o l’ascolto di narrazioni prima, e poi con la scrittura, il modellato, la recitazione e la danza, per esempio, fin dai tempi antichi.

Si può dire che l’arteterapia col tempo si sia raffinata, abbia aggiunto ingredienti alla sua opera alchemica, ma certamente esiste da sempre, anche se non si chiamava arteterapia.

Con Freud e le sue teorie sull’inconscio e l’immagine onirica si sottolineò il legame tra immagine e mondo interiore, anche se lui personalmente non impiegò l’arte come strumento terapeutico, ritenne il prodotto artistico uno specchio del mondo interno.

In un’ottica molto diversa, anche Jung ha parlato di arte come un mezzo per contattare e esprimere le immagini appartenenti all’inconscio.
Lui per primo utilizzò questo mezzo per la cura di sè. 

Jung portò l’attenzione sul processo creativo, che, a suo parere consisteva nell’attivare le immagini archetipe inconsce, rielaborarle e tramutarle in un prodotto finito, rendendole così comprensibili a tutti.

Vygotskij trattò il concetto di creatività e di immaginazione, ritenuti da lui due momenti integranti e indispensabili per una corretta conoscenza della realtà.
Infatti La creatività stimola la ricerca di nuove soluzioni e il cambiamento, … e quindi l’espressione artistica non è più una fuga dalla realtà, bensì ne diventa uno strumento di conoscenza fondamentale.

Importante anche il lavoro di Winnicott che ha definito la creatività un aspetto fondamentale che dà senso alla vita; egli paragona l’arte dell’adulto al gioco infantile con la sua importante funzione di mediare tra il mondo interno e il mondo esterno.

Nascita dell’Arteterapia

Due donne hanno contribuito allo sviluppo dell’arteterapia a partire dagli anni ’40, e sono state definite le sue vere fondatrici: Margaret Naumburg ed Edith Kramer.

Margaret Naumburg ha una visione molto vicina a quella di Freud e considera il prodotto artistico del paziente come uno strumento d’accesso ai suoi contenuti inconsci, da utilizzare nel corso della terapia come materiale da interpretare. L’arte, dunque, come strumento ai fini della terapia, e non arte come terapia.

Edith Kramer invece, si muove da un’ ottica completamente diversa e concentra l’attenzione sul processo creativo, ritenuto di per sé uno strumento terapeutico. L’espressione artistica del paziente non è vista solo come mezzo per l’espressione dei conflitti inconsci, ma anche come strumento per la loro risoluzione e come risorsa per la crescita e la maturazione personale. Arte, dunque, finalmente, come terapia.

Che cos’è l’Arteterapia e a cosa serve

L’American Art Therapy Association (AATA) definisce l’Arteterapia una professione nell’ambito della salute mentale, professione che usa il processo creativo per migliorare e risollevare il benessere fisico, mentale e emotivo degli individui, a prescindere dalla loro età.

L’arteterapia è quindi una disciplina, e una pratica, che utilizza tecniche e metodologie delle arti (arti figurative, grafica, musica, danza, teatro) come mezzi educativi, terapeutici e riabilitativi, per supportare le persone che si trovano in una condizione di disagio (psichico, fisico, sociale, emotivo), per aiutarle nel loro processo di recupero e crescita, con un approccio non-verbale, che lascia gli utenti liberi di esprimersi attraverso le forme artistiche e il processo espressivo-creativo.

Tale processo permette loro di ricontattare e sviluppare il loro potenziale e le loro risorse creative, espressive, affettive, cognitive e relazionali in diversi contesti e con diverse finalità: preventiva, educativa, riabilitativa o terapeutica.

Alla base dell’arteterapia c’è quindi la potenzialità del processo creativo e dell’espressione artistica, per favorire nelle persone la risoluzione dei conflitti interni, la riduzione dello stress, l’introspezione, lo sviluppo di abilità personali, un aumento dell’autostima e una migliore consapevolezze e gestione del comportamento.

Il focus dell’arteterapia, non è sul prodotto artistico finale, ma sul processo creativo-artistico in sé. È lì che si concentra l’attenzione, non sul risultato finale che ne esce fuori alla fine, ma sul percorso che il paziente attiva per raggiungere tale prodotto. Ciò che è importante è l’esprimersi, il creare.

L’Arte Terapia fornisce l’opportunità per una comunicazione non verbale e dà la possibilità di esprimere le proprie emozioni e le proprie fantasie, belle o brutte che siano. Attraverso forme e colori è possibile creare un ponte tra ciò che sta dentro e quello che compone la realtà esterna, dando ascolto, spazio ed armonizzando entrambe le dimensioni.

Per praticare l’Arteterapia Non è necessario alcun talento artistico 
Molte persone non intraprendono un tale tipo di percorso perchè si lasciano intimidire dalle loro scarse doti creative o tecniche, dicono che non sanno disegnare, dipingere o suonare … ma in realtà non è necessario saperlo fare affinché il percorso arteterapeutico abbia successo.

L’arte è terapeutica

Ci sono una serie di caratteristiche intrinseche al fare arte che rendono l’impegnarsi in questa attività di per sé terapeutica

È infatti stato dimostrato che quando una persona è immersa in un’attività creativa riceve una serie di sollecitazioni a livello fisico, intellettuale ed emozionale che portano a dei mutamenti organici e psicologici che favoriscono i processi di guarigione.
Mente e corpo infatti vengono integrati, emisfero destro e sinistro del cervello si riequilibrano a fronte dell’attuale tendenza a privilegiare la sfera logico-formale.

L’arte è in grado di trasformare il dolore psichico in simbolo archetipico, simbolo in cui si può rispecchiare l’intera collettività. Ciò che è soggettivo in pratica trova specchio nell’universale, che accumuna. L’arte agisce sul sentimento, e per questo è universale.

E’ un percorso che conduce a una conoscenza più profonda di noi stessi.

È un entrare dentro te stesso/a, attraverso canali diversi dai canali abituali.
E quindi significa sviluppare una relazione con sè stessi sempre diversa perchè “scopri chi sei” attraverso l’esperienza che fai di te con l’aiuto dell’arteterapeuta e del mediatore artistico.

I mediatori artistici

Per mediatore artistico intendo la tecnica che prediligi utilizzare, da sola o in connubio con altre, in una seduta di arteterapia: disegno, pittura, modellato, collage, scrittura, voce, musica, danza, land art, body painting, body tracing, arte tessile, fotografia, recitazione, ecc.

I mediatori artistici permettono un’espressione diretta, immediata, spontanea, arcaica ed istintiva di te stesso/a, che non passa attraverso l’intelletto.

Per esempio: Tu puoi descrivere te stessa con la stoffa, con la creta, con la scrittura, con la fotografia, con la musica, con il movimento, con il disegno, con la pittura, con l’uso delle maschere, ecc.

Sei sempre tu, ma le tue forme espressive sono sempre diverse. E quello che tu fai è imparare ad integrarle.

Conosci te stesso/a – Cura la tua anima

Il lavoro arteterapeutico è lavoro che tu fai con te stessa, che ti permette, sempre, di rinnovarti attraverso il “nuovo” che tu stessa produci

L’Arteterapia, con le sue tecniche e materiali favorisce una conoscenza più profonda di te stesso/a e delle tue potenzialità, bisogni e desideri e, fattore importantissimo, rende possibile l’integrazione di tutte le risorse di cui disponi.

L’ Arte ho detto prima che guarisce, cura l’anima al momento che ci entriamo in contatto.

L’Arteterapia fa un passo in più, accessibile a tutti. È una metodologia, e quindi ha una sua struttura. È fatta da step, in sequenza e quindi è un processo. Un processo espressivo-creativo in divenire.
Il processo arteterapeutico è un viaggio di ricerca del benessere psicofisico attraverso l’espressione artistica.

Il linguaggio della creatività

La creatività ha un suo linguaggio, un linguaggio espressivo variegato che si rivolge ai diversi canali sensoriali: per esempio la pittura stimola l’olfatto, la vista e persino il tatto se effettuata con le mani e/o i piedi; la musica l’udito e il tatto ( con percezioni diverse a seconda lo strumento o i materiali usati per produrre il suono … il tocco di una corda sarà diverso a quello di un tamburo, per esempio; la scrittura il tatto, e spesso anche l’olfatto (l’odore e la consistenza di un tipo di carta e dello strumento utilizzato per scrivere …
Il linguaggio dell’arteterapia riguarda anche la modulazione delle emozioni, ovvero come le esprimerai, con che modalità e intensità.

L’arteterapia è un modo creativo per conoscere sè stessi perchè attinge  direttamente all’anima tua, lì dove ci sono dei nuclei che ti caratterizzano a livello emotivo, e non solo: anche a livello cognitivo e a livello sensoriale.
Attraverso il mezzo artistico, tu tiri fuori parti te, … utilizzando canali diversi, esprimi parti di te. Ed esprimendo parti di te ne recuperi anche altre. Esprimendoti agisci e ciò che fai produce un effetto. Effetto di cui poi ti nutrirai.

Il lavoro arteterapeutico opera un’attivazione emozionale, e non ha solo una funzione catarchica. E’ un grandissimo attivatore di potenzialità e risorse, e quindi, oltre che espressivo, è un lavoro esplorativo e integrativo.

L’Arteterapia è inoltre un’attività preventiva di malessere esistenziale.
Essa utilizza la potenzialità che tutti possediamo di elaborare creativamente tutte quelle sensazioni che non riusciamo a far emergere con le parole e nei vari contesti quotidiani.

Spesso il malessere esistenziale è chiusura, isolamento. Con l’arteterapia non esprimi soltanto le cose belle, esprimi anche e sopratutto il tuo dolore, la tua ansia, la tua frustrazione, il tuo risentimento, il tuo “sentirti a pezzi”.


Puoi trasformare il dolore in colore.

Cosa significa?
Che piano piano, attraverso l’esplorazione del dolore, attraverso il materiale artistico, puoi trasformarlo in qualcosa che ha senso per te, oggi, nel momento presente, in cui fai esperienza.

Qualsiasi emozione, se la prendi in mano e in qualche modo la rimoduli, la trasformi … cambia forma

Per esempio:
“Mi sento triste”
– ok, puoi disegnare questa tristezza?
È molto diverso dall’articolare un pensiero sulla tristezza il fare materialmente la tristezza. Come? Con uno o più mezzi artistici diversi, anche assemblati insieme.

Gli strumenti che puoi utilizzare hanno delle caratteristiche, delle peculiarità diverse, capaci tutte di coinvolgere mente e corpo in cognizioni, sensazioni, e percezioni differenti

Ritornando all’esempio di prima, sulla tristezza, si può dire che è un’esperienza molto diversa, quella che puoi fare: puoi non pensare solo alla tristezza, non parliare solo della tristezza, ma la fai, la creai, la produci, la vedi. Diventa altro da te e la puoi osservare. E la puoi creare con il mezzo che ti è più congeniale in quel momento, o con ciò che hai a disposizione.

Tutto questo lo fai accompagnata/o dall’arteterapeuta.

Cosa fa l’Arteterapeuta

L’arteterapeuta che si sostituisce alla persona – questo mai – si limita ad accompagna la persona nell’esperienza creativa che sta facendo.

È l’occhio attento che riesce a cogliere certi elementi che emergono, e guidare la persona a trasformarli.

Il ruolo e compito dell’arteterapeuta, oltre che supportare le persone in situazioni di disagio o sofferenza fisica, emotiva o sociale, è quello di restituire al paziente qualcosa di prezioso che gli appartiene: la creatività, nella sua forma migliore.

É un professionista che utilizza le tecniche artistico-espressive combinate a quelle psicologiche e riabilitative.
Un buon arteterapeuta ha caratteristiche ben precise: oltre ad aver fatto una scuola specialistica post universitaria di Arteterapia, con un tirocinio in contesti socio-sanitari e un percorso arteterapeutico su di sè, ha determinate peculiarità. Oltre ad avere competenze di base in tutte le discipline-esperienze artistiche che propone nel suo Setting arteterapeutico, ed è esperto in almeno una delle discipline che propone. Possiede inoltre creatività e immaginazione,  ha una personalità aperta, accogliente, flessibile, disponibile, attenta e paziente. È in grado di empatizzare profondamente e supportare la persona che sta aiutando nel suo processo di crescita personale o di recupero, e, allo stesso tempo, si dimostra emozionalmente saldo e in grado di gestire situazioni ed esperienze dolorose e problematiche. 

Può lavorare in tantissimi contesti: nelle scuole, nelle associazioni, nei centri per disabili, in centri anziani, in centri di aiuto alla vita, in centri antiviolenza, nelle comunità, negli ospedali e in centri di recupero, nelle carceri … e ovviamente nel suo studio, in cui mette a disposizione dei pazienti i più vari strumenti per sessioni .
Spesso lavora in un contesto socio-educativo o sanitario, a stretto contatto con altri tipi di operatori, quali, per esempio, psichiatri, psicologi, assistenti sociali, insegnanti, infermieri, tecnici della riabilitazione ecc. con i quali deve condividere strategie e decisioni operative rispetto ai pazienti-utenti

Inoltre può essere inserito in progetti rieducativi e riabilitativi, in equipe o a stretto contatto con altri operatori quali insegnanti, assistenti sociali, psichiatri, psicoterapeuti, psicologi, infermieri, tecnici di riabilitazione, ecc. 

È molto vasto l’ambito in cui può operare ed è molto vasto perchè è un ambito che utilizza la creatività, che è una caratteristica dell’uomo da quando è bambino a quando è anziano. 

A chi si rivolge l’Arteterapia

Si rivolge ai bambini, adolescenti, adulti e anziani, in quanto l’espressività e la creatività sono caratteristiche dell’essere umano dall’età infantile alla vecchiaia.

L’arteterapia svolge quindi la funzione non solo di trattamento di malattie, disturbi o disagi ma anche di trasformazione, evoluzione e crescita di chi la pratica.

Il processo arteterapeutico, all’atto pratico, consiste nella ricerca del benessere psicofisico attraverso l’espressione artistica.

Riassumo brevemente i benefici dell’Arteterapia

  • Sviluppa la creatività e la capacità d’esprimere te stesso/a
  • Permette di Esplorare le emozioni dandogli una forma che puoi vedere, e trasformare
  • Risveglia o migliora l’autostima
  • Migliora le capacità comunicative, affettive e relazionali
  • Permette di entrare in sintonia con il proprio mondo interiore
  • Avvicina al proprio disagio, in modo tale da capire le proprie sofferenze rielaborandole in una chiave del tutto personale 
  • Allevia lo stress ed i sintomi di ansia e depressione
  • Permette di affrontare una malattia fisica o una disabilità
  • Aumenta la tua consapevolezza e ti permette di conoscere meglio te stesso/a
  • Non richiede nessun talento artistico per essere efficace

L’Arte Terapia é dedicata a chiunque  desideri esplorare il proprio mondo interiore, la propria libera espressione, per riuscire ad elaborare le difficoltà che possono influire sulla sfera emotiva e per vivere con maggiore armonia la propria realtà.


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leggi anche:
. arteterapia
. gli strumenti dell’arteterapia

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Barbara

Laureata all'Accademia di Belle Arti, Artista, Arteterapeuta, Advanced Counselor cognitiva, olistica e simbolico-archetipica, Professional Mentor, Educatrice Mindfulness e in Mindful Art, Facilitatrice Metafiabe e Psicofiaba, Trainer Percorsi Crescita Personale, Custode di storie.

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