La Ruota del Tempo

Ostara

I popoli Celti denominavano l’equinozio di Primavera “Eostur-Monath” e successivamente “Ostara”.
Il nome sembrerebbe provenire da aus o aes e cioè Est, e infatti si tratta di una divinità legata al sole nascente e al suo calore. E del resto il tema dei fuochi e del ritorno dell’astro sarà un tema ricorrente nel prosieguo delle tradizioni pasquali.

E’ il tempo in cui l’ ariete sparge la forza ignea dello spirito della giovinezza in ogni uomo e donna.
I semi di Yule e di Imbolc si manifestano come azione e sostanza.
E’ la riunione di Persefone e Demetra.

Il nome Oestara proviene dal Latino ed era il nome della Dea della primavera Eostre. Questa Dea è collegata ad una dolce leggenda: un piccolo coniglietto voleva così tanto piacere ad Eostre che lasciava in giro uova sacre in suo onore e le decorava con i colori dell’arcobaleno. Quando il coniglietto si presentò innanzi alla Dea con il suo dono, lei fu così contenta che desiderò dividere la sua gioia con tutti gli uomini della terra e chiese al piccolo coniglietto di andare in giro per il mondo a donare le piccole uova colorate.

Questo è infatti il periodo dell’anno in cui decoriamo le uova e il coniglio le nasconde. Il cesto pieno di uova decorate simbolizza il grembo fertile della Madre, quasi pronto a esplodere sulla Terra. 

L’uovo sembra che sia sempre stato usato come simbolo della fertilità. Erano disegnati con colori brillanti e con vari tipi di strisce e cerchi che rappresentavano i cicli della vita, morte e rinascita. Il tuorlo dorato rappresenta il Dio Sole, il suo albume è visto come la Dea Bianca e il tutto è un simbolo della rinascita. 

I conigli simbolizzano la fertilità, soprattutto perchè gli antichi utilizzavano per rappresentare la Dea, l’immagine di un coniglio nella Luna Piena.

Durante Oestara uova dipinte sono usate sull’altare come decorazione per onorare il Dio e la Dea e sono portate addosso come talismani magici per la fertilità.

L’uovo è un potente simbolo della nuova e rinata vita lontana dall’apparente morte o assenza di vita dell’inverno.

Ad Ostara, il Dio diviene guerriero, il campione della Dea e come alcuni eroi ( Ercole o Artù ), ha 12 fatiche da attraversare, ognuna legata ad un segno dello zodiaco. 

Danzando attorno al cerchio, egli si mostra nella persona dell’eroe locale o di un ragazzo scelto per averne la parte. E’ armato con la Lancia del Sole e con le Frecce della Passione e quando interpreta la sua parte, con il permesso della Dea, lancia le sue frecce nel sole e inizia il suo viaggio

Il Dio si trova nella sua forma di Pan. In primavera è il re dei boschi e il pastore di capre.
E’ il simbolo della giovinezza, dell’istinto della natura. In questa fase, è in sintonia con gli animali. L’immagine di Pan, con le corna, il corpo umano e le gambe da capra lo rappresentano alla perfezione. E’ libero, senza responsabilità, è l’adolescente che cresce attraverso le foreste.

Il giorno e la notte sono uguali quando inizia la Primavera. La forza maschile e femminile, yin e yang sono bilanciati.

La linfa comincia a scorrere, gli alberi germogliano, il terreno si ammorbidisce, i ghiacci si sciolgono e ovunque è possibile sentire la fragranza e i colori della primavera.
E’ il secondo dei tre sabbat primaverili. Il primo è Imbolc che segna l’inizio e il terzo è Beltane che vede l’apice. Se Imbolc è ispirazione, Beltane è consumo, Ostara è quindi la crescita.

Cernunnus
Celebrare Ostara:

Celebrazioni che onorano la Fanciulla, come aspetto della Dea sono appropriate, così come tutte le celebrazioni che riconoscono la forza ( fisica o emozionale ) delle giovani donne.

Come la Natura, anche noi cerchiamo di rinnovarci: nei nostri pensieri, sogni, aspirazioni … in quello che siamo. 

Rinnoviamo le nostre amicizie, i nostri amori. Rivitalizziamo ciò che ha perso vigore.
E’ un mese di prosperità e cambiamento.

Tempo ideale per rompere le ultime catene che fermano la nostra crescita.

La sera prima:
  • Bruciare l’incenso di Eostara, una mistura composta da: radice di giaggiolo, petali di viola e di rosa, gelsomino. E bruciarlo quando arriva la sera.
  • Nella notte accendere una candela viola e bruciare incenso di patchouli. Portarli per la casa e dire : ” A presto spiriti invernali e amici ; Domattina saluteremo gli spiriti della primavera. Le nostre benedizioni su di voi che andate, e in grazia ci incontreremo il prossimo inverno”.
Il 21 marzo e in genere per i giorni intorno:
  • Vestirsi di verde, magari con un abito nuovo
  • All’alba accendere un falò suonare dei campanellini
  • Accendere una candela verde
  • Apparecchiare la tavola con una tovaglia verde 
  • Cibarsi di uova fresche, vegetali e frutta fin dal mattino. E inoltre: torta di mele, biscotti, latte e miele.
  • Passeggiare per campi e boschi osservando la rinascita di tutta la natura
  • Intrecciare ghirlande di fiori e metterle sui capelli o mettere fiori fra i capelli
  • Mettere un fiore di campo in vaso sulla propria scrivania e uno in cucina, a testimonianza che anche noi apparteniamo alla natura
  • Benedire i semi e piantare anche quelli già benedetti a Imbolc
  • Occuparsi del proprio giardino o piante
  • Fare un dono alla Terra: del miele, o un cristallo o una monetina
  • Decora le uova e offrile come segno di buon augurio e prosperità e magiare in modo rituale
  • Meditare sull’immagine dei semi, sugli inizi, sull’Est, sull’aria, sull’alba
  • Compiere dei Rituali

Vedere anche celebrazioni durante l’Equinozio di Primavera

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Barbara

Laureata all'Accademia di Belle Arti, Artista, Arteterapeuta, Advanced Counselor cognitiva, olistica e simbolico-archetipica, Professional Mentor, Facilitatrice Mindfulness e in Mindful Art, Facilitatrice Metafiabe e Psicofiaba, Custode di storie.

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