Il Pensiero Creativo

Il pensiero creativo è la capacità di trovare soluzioni alternative ad un problema.

Il pensiero creativo è stato indagato in maniera specifica da diversi punti di vista solo dagli inizi del 1900.

Molti studiosi sostengono la tesi secondo cui un atto creativo non è un evento singolo, ma un processo di interazione tra elementi cognitivi ed affettivi.
In tal modo l’atto creativo avrebbe due fasi:

1 – fase generativa, in cui la mente creativa immagina una serie di nuovi modelli mentali come potenziali soluzioni ad un problema

2 – fase esplorativa o valutativa, in cui vengono valutate le diverse opzioni e poi viene selezionata quella migliore.

I primi studiosi della creatività, come Guilford, nel 1950, hanno caratterizzato le due fasi, come pensiero divergente e pensiero convergente 

Il pensiero divergente è stato definito come la capacità di produrre una vasta gamma di associazioni o di arrivare a molte soluzioni in riferimento ad un problema, esso quindi va al di la di ciò che è contenuto nella situazione di partenza, supera la chiusura dei dati del problema, esplora varie direzioni e produce qualcosa di nuovo.
In pratica questo pensiero si differenzia dall’altro per la grande produzione di idee.

Il pensiero convergente, al contrario, si riferisce alla capacità di concentrarsi rapidamente sulla migliore soluzione ad una difficoltà, rimane quindi circoscritto all’interno degli schemi del problema.
In pratica questo pensiero è più abile nel concentrarsi sulla soluzione più adatta al problema.

Guilford sostenne l’idea secondo cui gli aspetti che contraddistinguono il pensiero creativo sono: 

  • la fluidità, ovvero la capacità di produrre abbondanti idee, non necessariamente adeguate ai fini della risoluzione del problema; 
  • la flessibilità, cioè la capacità di cambiare strategia ideativa, quindi di passare da una successione di idee a un’altra, da uno schema a un altro; 
  • l’originalità, che consiste nella capacità di trovare risposte uniche, particolari e insolite; 
  • l’elaborazione, ovvero il percorrere fino alla fine una strada ideativa con ricchezza di particolari collegati in maniera sensata tra di loro; 
  • la sensibilità ai problemi, vale a dire il selezionare idee e organizzarle in forme nuove, capire cosa non va e cosa può essere perfezionato negli oggetti di uso comune.

L’idea dell’esistenza di due fasi del processo creativo è coerente con i risultati della ricerca cognitiva che indica l’esistenza di due modi diversi di pensare, uno associativo e uno analitico. Nella modalità associativa, il pensiero è intuitivo, nella modalità analitica, il pensiero è invece concentrato sull’analisi delle relazioni di causa ed effetto.

Il punto focale, portato alla luce dagli studi, è quindi che la creatività non è una proprietà unica, ma è il risultato della complementarietà tra deduzione e intuizione, tra ragione e immaginazione, tra emozione e riflessione, tra pensiero divergente e pensiero convergente.

La maggior parte delle persone usa un pensiero convergente, cioè un pensiero che converge verso una risposta perchè hanno imparato che per ogni problema c’è solo una decisione giusta e quindi è arduo trovare la soluzione al problema.

La persona “creativa” pensa in modo divergente, ovvero opposto al convergente, in quanto affronta il problema non per cercare una risposta giusta ma elabora diverse soluzioni, spesso innovative perchè prodotte non da modelli precostituiti.

Visto così sembra che il pensiero creativo implichi più “intelligenza”, ma non è così; essere creativi non ha nulla a che vedere con l’essere “più intelligenti”.

Negli anni ’70 Torrance mise a punto degli strumenti per la valutazione di tale capacità e del quoziente intellettivo e scoprì che soggetti estremamente fantasiosi mostravano un Q.I. nella media.

Non è l’intelligenza che contraddistingue i creativi dalle persone “comuni”, bensì il loro bagaglio di conoscenze e di interessi, la loro curiosità e apertura mentale, la loro accettazione nei confronti dei pensieri irrazionali e delle infinite possibilità del mondo sia visibile che invisibile.

Alcune tecniche di pensiero creativo per stimolare la creatività

Le tecniche di pensiero creativo, oggi si fondano sulla possibilità di cambiare direzione al pensiero, produrre idee sempre nuove, cambiare i vecchi schemi attraverso processi che consentano di focalizzare l’attenzione, superare i limiti della situazione attuale e creare legami nuovi e diversi che tengano la mente sempre attiva.

Trovare la soluzione ad un problema spesso richiede uno sforzo e dispendio di energia in quanto nella testa si può creare anche confusione, che rende difficile gestire il tutto.

Ecco alcune tecniche che possono venirci in aiuto:

  • Scomporre il problema in più parti e focalizzarsi su un aspetto alla volta
  • Osservare da una certa distanza le informazioni che abbiamo senza lasciarci coinvolgere emotivamente.
  • Discostarci dal problema occupandoci d’altro o facendo una pausa. Come Archimede insegna a volte rilassarsi in un bagno in vasca può far trovare la soluzione inaspettatamente: “Eureka!”
  • Imparare a focalizzare l’attenzione in maniera volontaria è molto utile per sviluppare un pensiero divergente
  • Imparare a prestare attenzione a particolari cui non si è mai fatto caso sviluppa la nostra capacità creativa. 
  • Esercitarsi a pensare cose impossibili, contraddittorie e illogiche.
    Anche questo esercizio è utile per dare una scossa al pensiero divergente e offre spunti per nuove idee. Infatti spingersi oltre il consueto, il conosciuto, uscire dalla propria zona di comfort, può portare a percorrere nuove direzioni mai esplorate prima.
  • Reagire ad uno stimolo seguendo varie strade
  • Trovare nuovi usi a oggetti comuni
  • Costruire dei disegni partendo da una forma astratta
  • Inventare una breve storia a partire da alcune parole (anche slegate fra loro, prese a caso da un libro o rivista)
  • Dimostrare che due immagini o due oggetti, presi casualmente, in realtà hanno punti in comune o sono simili
  • Descrivere situazioni ipotetiche. Per esempio: Come sarebbe il mondo se … capissimo il linguaggio degli animali?
  • Costruire Mappe mentali: da una parola-stimola disegnare o scriverle attorno tutte le parole ad essa collegate. L’esercizio può poi essere ampliato all’infinito, creando sempre più associazioni con ciò che abbiamo appena scritto

Molti di questi punti e tanti altri sono sviluppati nel mio corso di disegno:
“Se sai scrivere sai anche disegnare”.
Se vuoi sviluppare le tue capacità creative questo corso fa per te.
Con questo corso, oltre che imparare a disegnare in 15 lezioni, imparerai come funzionano i due emisferi cerebrali e in che maniera possono venirti in aiuto per trovare soluzioni creative … e non solo artistiche!


La capacità creativa porta ad incrementare nuove idee o produrre innovazioni, a percorrere direzioni mai esplorate prima.

La capacità creativa è la capacità di guardare le cose sempre con occhi diversi senza lasciarsi imbrigliare dagli schemi rigidi di pensiero con cui si è soliti ragionare.
Non è un caso quindi se molti miei corsisti intraprendano un percorso anche dentro di sè e disegnino per stessi una nuova vita.

Ci sono molti esercizi che aiutano a risvegliare e sviluppare la creatività.

La creatività è una funzione che ci consente di metterci in contatto con una parte importante di noi e di superare i limiti che ci condizionano.
E’ un viaggio che amplia la conoscenza e il sapere; che acuisce la vista e tutti i nostri sensi. Ci insegna ad osservare da varie angolazioni e piani, da diverse prospettive: a guardare con nuovi occhi, pieni di meraviglia e d’amore il mondo che ci circonda e anche noi stessi.

Capacità o atteggiamento mentale?

Linda Fisher Thorton ha definito la creatività un atteggiamento mentale, cioè la volontà di rompere da modelli esistenti e conosciuti per introdurre qualcosa di nuovo, che sia allo stesso tempo utile e risolutivo. 

Ella ribadisce che la creatività non è solo inventiva artistica, non è solo immaginazione, è piuttosto proprio azione concreta e voglia di provare nonostante il rischio del fallimento; è la consapevolezza che da ogni prova si può apprendere qualcosa di nuovo e perfezionare la propria idea, la propria soluzione creativa.

Si è già visto che la creatività va a braccetto con il pensiero divergente, quello che permette di trovare più soluzioni per un solo problema.

La creatività è una risorsa che va valorizzata sin dalla più tenera età ma che purtroppo non sempre il sistema educativo contempla.
Nelle scuole si da sempre e solo importanza al pensiero convergente, quello che porta tutti gli individui a trovare le stesse soluzioni. 

Non si tratta di escludere un modo di pensare a vantaggio dell’altro, ma di considerarli entrambi alla stessa stregua e quindi incoraggiarli entrambi.

Incoraggiare il pensiero divergente è un modo per sviluppare la creatività.
E’ grazie a lei che possiamo vedere al di là di ciò che appare, che riusciamo a trovare soluzioni possibili, anche se inconsuete, che troviamo il modo di “arrabattarci-arrangiarci” anche in momenti difficili o di crisi.
E’ grazie a questa capacità, o atteggiamento mentale, che dir si voglia, che riusciamo ad adattarci alle situazioni nuove e a gestire serenamente i cambiamenti. Tutto ciò non gioverebbe solo il singolo individuo ma tutta la comunità.

Scoperte e invenzioni sono nate grazie agli individui creativi, non ce lo scordiamo!

“Senza libertà di scelta non c’è creatività,
e senza creatività non c’è vita.”

Cit. dalla serie TV: STAR TREK

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