Usa ciò che sei, Diventa ciò che vuoi

Per diventare chi vuoi vuoi, devi prima conoscere chi sei

Andare contro la propria natura non è un gran che come idea. Il risultato certo che otteniamo è l’infelicità.

Non sempre però sappiamo chi siamo veramente, coperti da sovrastrutture inculcateci dai media e dalla società, raramente riusciamo a vederci come realmente siamo.

False credenze, convinzioni trasmessaci dalla famiglia, dalla scuola, dagli amici e dalla società in genere coprono la nostra vera natura fin dalla più tenera età, e così, strato dopo strato, si forma una massa appiccicosa che ci si è incollata addosso e che si fatica a staccare (sempre ammesso che ci rendiamo conto d’essere immersi in questa “cacca”).

Il primo passo da fare è quindi scoprire chi siamo, chi siamo veramente.

Può sembrare una banalità, ma molte persone non conoscono se stesse, non sanno chi sono veramente.

Per vivere serenamente, per avere una relazione appagante e felice, fare un lavoro che si ama, per realizzare lo scopo della nostra vita, per essere un buon esempio come genitore, per raggiungere le nostre mete e i risultati che vogliamo ecc. è necessario sapere chi siamo, conoscere i nostri punti di forza e le nostre debolezze, sapere quali sono i nostri valori, i nostri gusti e le nostre esigenze. 

Come possiamo scoprire chi siamo? 

Ci sono tanti modi; per esempio la meditazione o il rilassamento profondo, il counseling, l’art-counseling.
Lo possiamo scoprire con un percorso individuale o attraverso un percorso in gruppo.
Anche in questa scelta, cerchiamo d’attivare il nostro intuito: lui sa cos’è più adatto a noi.
Come?
Vi ho elencato alcune strade.
Adesso chiudete gli occhi, fate qualche respiro profondo … e ponetevi la domanda: qual’è la strada migliore per conoscere la mia vera natura? la prima soluzione che vi appare alla mente è quella giusta.

Nel momento in cui intraprendete un viaggio per conoscere chi siete scoprirete tante cose su di voi: alcune vi piaceranno, altre no. Evitate di giudicarvi.
Ciò che non ci piace di noi spesso si rivela il nostro diamante grezzo. Accogliamo tutto. 

Il secondo passo è quello di diventare consapevoli.

  • Chi vorremmo essere?
  • Chi vorremmo diventare?

E Tu, chi vuoi essere?

Non basta conoscersi, è necessario sapere che tipo di persona si vuole diventare.

  • Cosa desideri migliorare di te stesso?
  • Quali competenze e/o qualità vuoi acquisire o migliorare?


Queste domande spesso sono legate al nostro scopo, la nostra mission o purpose (ultimo termine coniato, ma che si riferisce alla stessa cosa).

  • Cosa desideri?
  • Qual’è la tua missione?

Gli obiettivi che ci poniamo finiscono col cambiarci, per questo è importante sapere cosa desideriamo realizzare e come. 

Durante questo viaggio all’interno di noi stessi scopriremo dov’è nascosta la chiave che ci rende in grado di produrre cambiamenti.
Possiamo scoprire che la nostra mission è innata e ci appartiene fin dall’infanzia, oppure che è in continua evoluzione e si modifica nel tempo e dipende dalla nostra crescita e dal contesto in cui ci troviamo.

 
Lo “scopo” è ciò che ci fa agire in stato di flusso, che ci motiva e ci permette d’uscire dalla nostra zona di comfort: è ciò che ci permettere di crescere e evolverci in chi vorremmo essere.

Il nostro purpose ci coinvolge in un lavoro o progetto che ci sta veramente a cuore, e quando ne siamo assorbiti scompare lo scorrere del tempo e i nostri bisogni svaniscono come per incanto.

Secondo Brian Little, ex docente di psicologia dell’Università di Harvard quando una persona sta facendo qualcosa di inerente il suo purpose personale, diventa adattabile e flessibile su ciò che richiede il contesto. 
I progetti personali che stanno veramente a cuore della persona rientrano in quella che Little ha battezzato Free Trait Theory. 
Secondo questa teoria, il carattere di ognuno è costituito da tratti innati e prefissati, e da altri liberi di mutare. Quando ci muoviamo dentro il purpose, i tratti liberi entrano in vibrazione con la situazione e ci mettono nella condizione di affrontare sfide e difficoltà al meglio, attingendo a risorse personali solitamente lontane da noi.

E questa trovo sia una bellissima notizia, perchè è proprio qui che possiamo usare ciò che siamo per diventare ciò che vorremmo diventare.

Susan Cain, nel suo famoso saggio Quiet lo conferma:

“La Free Trait Theory spiega perché un introverso può organizzare un party a sorpresa per la moglie estroversa di cui è innamorato o entrare a far parte del consiglio di classe nella scuola della figlia. Spiega come sia possibile per un manager accomodante dimostrarsi duro e intransigente in una trattativa d’affari per lui fondamentale. Ci dimostra come una persona tipicamente analitica e metodica possa diventare improvvisamente creativa dentro un certo team”.

L’esempio più banale di questa teoria è quello di un nonno burbero, arrogante e astioso che si trasformi nella persona più dolce e remissiva dell’universo quando va a prendere un gelato con la nipotina preferita.

Lo stesso Brian Little ne è un esempio: è sempre stato un introverso fino al midollo quando si trova in mezzo alla gente fatica a chiacchierare del più e del meno per cinque minuti. Eppure, era uno dei professori più amati dell’intera Harvard, tenendo lezioni con tale passione ed energia che, come ricorda Susan Cain:

durante le ore di ricevimento, gli studenti si accalcavano in corridoio come se Little regalasse biglietti per un concerto rock”.

Perché?

Perché questo fantastico professore amava nel profondo aprire la mente dei ragazzi e aiutarli per il loro futuro. Questo era un aspetto chiave del suo purpose personale.

Il nostro purpose, o mission o scopo della vita …. O come cavolo lo volete chiamare ha una presa enorme su di noi, ed è per questo che dovremmo fare nostro il consiglio di Shakespeare:

“Sii sempre fedele a te stesso”.

In tutto questo un ruolo fondamentale lo gioca la volontà. 

La volontà non si limita a essere una pratica che ci fa fare quello che “si deve o non si deve fare”.
La volontà è la capacità di mettersi in contatto profondo e completo con sè stessi, è l’arte di essere e di agire; è la forza che ci attiva per trasformare un potenziale in talento, un sogno in un progetto concreto.

La volontà quindi è, prima di tutto, essere presenti a sè stessi, cioè essere capaci di sentire cosa si prova, cosa si sente, cosa si pensa.
In secondo luogo, è valutare, in ogni situazione, come si vuole rispondere, senza farlo in modo automatico, ma decidendo di volta in volta come rispondere, in modo da non essere più “vittime” del proprio carattere o di comportamenti stereotipati, o di una presunta spontaneità che a volte può solo nascondere la pigrizia di cambiare.


E’ importante conoscere la nostra vera natura e scoprire il nostro scopo.


Se non lo facciamo non daremo mai il meglio di noi stessi. Diventeremo aridi, la versione peggiore di noi stessi: cinici, frustrati, infelici, perennemente arrabbiati con qualcosa o qualcuno.

Viceversa invece rinsalderemo la fedeltà a noi stessi e potremo cambiare, se lo vogliamo o lo riteniamo necessario, alcuni nostri tratti del carattere, alla luce delle nostre ritrovate risorse che ci daranno la forza necessaria per farlo

Possiamo diventare chi desideriamo essere solo se partiamo dal nostro nucleo più intimo.

Il viaggio più importante e emozionante che mai potremmo fare è sicuramente quello che ha come destinazione il nostro mondo interiore, il nostro centro. E’ lì che avviene la magia.

Se non so chi sono né cosa voglio e perchè lo voglio, non posso essere felice e sentirmi appagata.

La strada per il nostro centro e per scoprire chi siamo ha uno start di partenza: il rispetto e la stima per noi stessi.

Imparare ad amarci non è più un’opzione, ma un dovere verso noi stessi e verso il mondo

Solo l’amore può liberarci da tutti i veleni che abbiamo ingurgitato e da tutte le prigioni che ci hanno fatto soffrire. Liberare la mente da giudizi, pregiudizi e critiche libera la strada che porta al nostro cuore.

Ricordiamoci una cosa importante: la nostra vita attuale è un riflesso di come ci sentiamo dentro, di come stiamo vivendo dentro di noi, che ne siamo consapevoli o no.
Questo non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in come stiamo vivendo adesso, ma se in noi c’è insoddisfazione o desiderio di cambiamento ascoltiamo questo campanello d’allarme: è la nostra natura che vuole arrivare a noi in qualche modo

Se ancora non te la senti d’intraprendere un percorso vero e proprio con un professionista, inizia da solo con queste 3 azioni:

1 – stai qualche minuto al giorno in silenzio, ad ascoltare il battito del tuo cuore.
Cosa ti chiede?

2 – inizia a prendere consapevolezza di te stesso: inizia a annotare tutti gli stati d’animo che attraversi durante la giornata.
Quali pensieri e azioni ti regalano gioia di vivere?

3 – Chi hai deciso di diventare?
Trova un luogo appartato per connetterti a te stesso e immagina … come sarebbe la tua vita se adesso fossi già quella persona.
Che emozioni provi nel vederti così? Come sei fisicamente? Come sei con gli altri? Cosa prova il tuo cuore? Come, chi sei diventato, ti ha condotto a raggiungere la tua meta?

Prima di riaprire gli occhi immagina di prendere un pezzo di carta e scriverci sopra, in stampatello, in rosso: IO SONO CIO’ CHE VEDO.
Rileggi ciò che hai scritto a voce alta molte volte prima di ripartire gli occhi.

Il mio consiglio è comunque quello di trovarti un compagno di viaggio, qualcuno che ti sappia ispirare e sopratutto che ti sostenga nel cambiamento che vuoi apportare a te stesso e alla tua vita, e che ti riconduca sulla strada se il tuo senso d’orientamento si perde nelle nebbie della confusione e ti fa smarrire.

Se vuoi intraprendere il tuo viaggio con me ne sarò lieta.
Ti condurrò alla scoperta delle strategie più adatte per il TUO PERSONALE VIAGGIO, attraverso strumenti che hanno aiutato me per prima nel mio personale viaggio ad essere chi volevo essere, provando la gioia di volermi bene e di realizzare quanto volevo nella mia vita.

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