Uscire dalla zona di comfort

La vita comincia alla fine della tua zona di comfort

Neal Donald Walsh

Uscire dalla zona di comfort significa mettersi alla prova in situazioni che non si conoscono e/o che per noi rappresentano una sfida.


Che cos’è la zona di comfort?

Il termine zona di comfort è probabile che abbia preso ispirazione dalla temperatura ambientale, quella perfetta, in cui stiamo bene e non sentiamo né caldo né freddo (in genere fra i 18 e i 26 gradi).

Ma andiamo oltre

Brené Brown, l’ autrice del libro I doni dell’imperfezione in una intervista al New York Times ha dato questa definizione di comfort zone:

Dove insicurezza, scarsità e vulnerabilità sono al minimo livello. dove crediamo di poter avere accesso a una quantità sufficiente di amore, cibo, talento, tempo, ammirazione. dove sentiamo di poter esercitare un certo controllo

Brené Brown dice che nelle situazioni di instabilità sociale, politica ed economica, la nostra comfort zone si restringe.

In queste situazioni abbiamo paura, ci sentiamo vulnerabili e spesso per evitare queste emozioni sgradevoli ci chiudiamo ancora di più dentro la nostra zona di comfort e intorno facciamo crescere confini di rovi. Questo peggiora ulteriormente la situazione. Infatti, è proprio nei momenti di crisi, d’instabilità, di paura e di vulnerabilità che dovremmo “espanderci” invece di “rinchiuderci”.
È l’espansione che permette di trovare nuove soluzioni, e che ci trasforma permettendoci di reinventarci, perchè è proprio allora che usciamo dai nostri limiti, dai nostri standard, e ci apriamo a nuove possibilità e sperimentazioni

Trovo molto azzeccata anche la definizione che ne da Wikipedia:

la zona di comfort è una condizione mentale nella quale una persona prova un senso di familiarità, si sente a suo agio e nel pieno controllo della situazione, senza sperimentare alcuna forma di stress e ansia.

Io aggiungerei anche: senza sperimentare disagio e paura.

Ok, adesso passiamo alla pratica.
Se vogliamo uscire da una situazione o cambiarla bisogna agire, siete d’accordo?
Allora prendiamoci un minuto per pensarci su:

In quali situazioni ci sentiamo così? In quali situazioni proviamo disagio, insicurezza, paura, ansia, stress?

Alcuni esempi:

  • quando dobbiamo parlare o esibirci in pubblico?
  • quando stiamo imparando qualcosa di nuovo?
  • quando abbiamo un primo appuntamento con qualcuno che ci piace?


In quali situazioni ci sentiamo a nostro agio e al sicuro?
Alcuni esempi:

  • quando facciamo un lavoro di routine in ufficio o casa … certo se non lo detestiamo (in tal caso lo stress scatta eccome!).
  • quando stiamo stravaccati sul divano a vedere un film o una serie tv su Netflix (potrei aggiungere anche quando andiamo al cinema, sempre però che non soffriamo di claustrofobia o agorafobia, ecc. che rendono l’andare al cinema, azione banale per i più, un inferno, se si trova il coraggio d’affrontarlo)
  • quando andiamo a fare la spesa al supermercato
  • quando siamo pranziamo e ceniamo con la nostra famiglia


Vi ho fatto alcuni esempi tipici, divertitevi ad aggiungere i vostri personali.
E’ uno straordinario esercizio valutare cosa ci fa sentire “comfortable” (confortevoli, comodi, al sicuro, ecc.) e cosa no

La comfort zone può variare anche in base all’età, alla situazione familiare, sociale e allo status sociale. Per questo è importante fare un check personalizzato.

La zona di comfort è una zona in cui possiamo rilassarci perchè ci sentiamo protetti e al sicuro.

La domanda che sorge spontanea allora è
perchè diavolo allora dovremmo abbandonare questa zona?”

La mia risposta è: perchè in ogni fiaba o mito che si rispetti l’eroe/eroina/protagonista della storia lo fa.

Non vi sembra una buona ragione?
Ok, per voi potrebbe non esserlo … ma allora perchè guardate i film di avventura? Perchè le avventure di Indiana Jones sono state la fantasia di uomini e donne di almeno due generazioni? (Sostituiti poi con equivalenti tipo, p.e. gli Avengers)
Perchè l’eroe che vive in ognuno di noi non vuole stare sul divano o ore ed ore davanti ad un computer, vorrebbe vivere avventure meravigliose e adrenalitiche su isole tropicali o metropoli da sogno, è pronto ad affrontare pericoli e mostri, vuole il grande amore … vuole VIVERE attivamente, e non lasciarsi vivere.

Siccome la vita spesso non ci offre le avventure e noi ci guardiamo bene di tenerle alla larga … via libera allora ai film ( e serie tv interminabili) in cui proiettiamo noi stessi nei protagonisti e vibriamo con loro all’unisono, oppure ore ed ore passate davanti a un pc o consolle di videogiochi in cui facciamo il bello e il cattivo tempo di una situazione, e raggiungiamo tutti gli obiettivi facilmente.

Che differenza dalla realtà in cui siamo immersi in cui il più delle volte non raggiungiamo gli obiettivi che ci siamo prefissati, in cui i nostri desideri non si realizzano e in cui il massimo dell’avventura è andare al mare a Viareggio o a Rimini, se va bene. Per non parlare del grande amore che dopo un pò di anni di routine e problemi quotidiani ritorna nelle sue vere sembianze: un rospo; oppure delle amicizie, che non vengono mai in nostro soccorso quando ne abbiamo un bisogno disperato.
Ok, posso aver esagerato un pò, ma per molti è davvero così, in un ambito o in altro.


Ed ecco il dubbio amletico: 

Uscire o non uscire dalla zona di comfort?

Sì perchè i casi sono due e non se ne esce: o ci restiamo più o meno felicemente, o ne usciamo. Punto.

Cosa succede se decidiamo di restare nella nostra zona di comfort?

La zona di comfort ci fa sentire al sicuro, protetti, riusciamo a muoverci bene al suo interno ma ha 3 problemi di fondo:

1 – via via che il tempo passa, se non facciamo mai nessun passo al di là si restringe sempre più.
In Natura niente resta uguale, e anche se impercettibilmente, tutto cambia e si trasforma. Anche la nostra zona di comfort.

2 – la zona di comfort può diventare un’area tossica.
Sì, avete capito bene, tossica perchè tende a farci diventare frustrati, apatici, nostalgici (e quindi vivere proiettati nel passato invece di vivere il presente) e depressi. Aumenta le insicurezze e le paure.
In termini di desideri che si realizzano, prestazioni e obiettivi raggiunti può essere davvero sabotante.

3 – finché ci restiamo impantanati non impariamo nulla, non miglioriamo, non “cresciamo” … non cambiamo.
In Natura ciò che non cresce muore.
Oltre il corpo fisico, noi abbiamo anche un corpo energetico e un corpo mentale. Se preferite chiamateli pure corpo, anima, mente.
Tutti e tre i nostri “corpi” hanno bisogno di cure se vogliamo una vita appagante e equilibrata, sana e felice. Hanno bisogno di essere nutriti, oltre da buon cibo e bevande salutari, anche con nuovi stimoli. Sono questi che, nelle varie forme, ci fanno crescere, e quindi Vivere una vita che sentiamo appagante.

Un detto inglese spiega molto bene perchè la maggior parte delle persone preferisce restare nella zona di comfort:
“Better the devil you know” – “E’ meglio il diavolo che conosci”


Quanti di noi hanno preferito o preferiscono restare in una situazione negativa che però conoscono bene piuttosto che affrontare l’incertezza del cambiamento?

Questa è la trappola della zona di comfort.  A volte siamo come animali cresciuti in gabbia: anche se la porta un giorno viene aperta in mezzo al nostro habitat natural non usciremmo. Anche se in gabbia ci stanno male la paura del cambiamento terrorizza; e poi in fondo c’è qualcuno che porta da mangiare e da bere, un riparo … valà che non è poi così male …

Ok, nella nostra zona di comfort possiamo anche starci male o sentirci a disagio ma è pur sempre qualcosa che conosciamo, di familiare (parola magica che spesso fa più danni di Napoleone, e il perchè ve lo spiego un’altra volta), e sopratutto non ci richiede di sforzarci. E qui viene fuori la tenaglia della trappola: la pigrizia.

Le tenaglie hanno varie  forme e misure:

  • Amicizie ipocrite o che nulla hanno a che fare con chi noi siamo. 
  • Un rapporto di coppia infelice

     In molti preferiscono essere scontenti o delusi o infelici piuttosto che ritrovarsi soli.
    Come agisce qui la pigrizia: frequentare nuovi gruppi di persone, che magari hanno i nostri stessi interessi ( e prendersi la briga di cercarli)
  • Ritrovarsi a svolgere un lavoro che non piace
    A causa di insicurezze e mancanza di coraggio per affrontare un cambiamento in molti preferiscono svolgere per tutta la vita un lavoro che detestano e agognano “l’andare in pensione” come se fosse Gandhi che viene a liberarli dall’oppressione, momento in cui finalmente potranno fare tutto ciò che desiderano.
    Un mio zio la pensava così, andò in pensione, dopo poco gli fu diagnosticato un cancro e dopo 6 mesi morì. Ero una bambina me lo ricordo bene, e forse questo è anche stato uno dei motivi per cui per me svolgere un lavoro appassionante e creativo è stato il mio diktat da sempre.

Può succedere anche che non si hanno le energie per uscire dalla nostra zona di comfort e quindi piano piano ci abituiamo a sentirci in ansia, preoccupati, depressi … Questi stati d’animo diventano la zona di comfort di chi sembra più felice ad essere infelice e non fa altro che lamentarsi o preoccuparsi di qualcosa. Questo non perchè lo vogliono, spesso non se ne rendono nemmeno conto, o, se per caso glielo accenni si offendono pure e dicono che non è vero, ma in realtà fanno così perchè quella è la loro zona di comfort.
Ebbene sì, così come esiste la paura del successo c’è anche la paura di provare gioia. Semplicemente queste persone si sentono a disagio e disorientati con pensieri e sentimenti positivi.

Uscire dalla zona di comfort

Abbiamo visto che se vogliamo crescere, migliorare, raggiungere i nostri obiettivi, realizzare i nostri desideri bisogna necessariamente uscire dalla nostra zona di comfort

Qualche suggerimento Barbara?

Sono qui per questo, ma prima …

1 –  avete fatto l’esercizio che vi ho suggerito? Vi servirà per valutare dove siete e come muovervi. Se non lo avete fatto adesso è arrivato il momento.

2 – mettetevi nell’ordine di idee che è necessario accettare e affrontare il disagio. Facciamo pace col fatto che, almeno all’inizio, vi sentirete insicure e un pò spaventate. Biancaneve era disorientata quando l’hanno mollata nel bosco, e Vassilissa aveva paura mentre si dirigeva verso la casetta della Baba Yaga, ma entrambe sono andate avanti, si sono addentrate nel bosco (situazione oscura e sconosciuta): entrambe, a servizio dei nani e della strega, hanno faticato e portato a termine dei compiti, si sono date da fare e hanno imparato a fare cose nuove. La nuova situazione per entrambe è stata scomoda, faticosa, si sono sentite impaurite e insicure. Questo le ha fermate? Ma nemmeno per sogno! E per questo sono passate al livello successivo.

E così farete voi: a poco a poco l’ansia sparirà e vi sentirete di nuovo a vostro agio. 

La zona di comfort si è allargata e ciò che solo il giorno prima ci faceva sentire spaventati e a disagio adesso è diventato “comodo e familiare”

3 – un altro esercizio utile: mettetevi comode con carta e penna e ripensate a tutte le situazioni in cui all’inizio vi siete sentite impaurite o a disagio, in ansia o insicure
Per esempio:

  • il primo giorno di asilo, e poi di scuola
  • il primo appuntamento con il ragazzo che vi piaceva tanto
  • il primo ballo o festa
  • il primo giorno al lavoro
  • la prima volta che avete parlato in pubblico
  • quando avete imparato a guidare

ecc.

Ogni prima volta … è un’uscita dalla zona di comfort. E se lo avete fatto una volta potete farlo ancora.
Quello che ieri vi faceva sentire incerte e un po’ spaventate, dopo poco tempo è diventato normale e familiare.

Guardatevi indietro per ricordare tutte le cose che siete riuscite a fare e tutti gli ostacoli che avete superato.
Rileggete spesso questa lista quando vi apprestate ad uscire dalla vostra zona di comfort. Vi sarà di gran conforto!

4 – Tenere sempre in mente che sono i nostri comportamenti e le nostre scelte che ci tengono ancorati o ci fanno uscire dalla nostra zona di comfort.


Benefici 

Scriverli e tenerli davanti a voi per rileggerli spesso. Possono diventare la motivazione e la spinta per “varcare la soglia”:

  • apprendere nuove abilità
  • migliorare le prestazioni: per fare più esami all’università con miglior profitto, per guadagnare di più, avanzare nella carriera, migliorare le prestazioni sportive, ecc.
  • far emergere talenti e potenzialità: sviluppare la creatività, trasformare la propria passione in un lavoro, ecc.
  • trovare il coraggio di affrontare una paura
  • avere relazioni sociali e personali più appaganti: imparare a dire di no, vincere la timidezza o farne un punto di forza, andare a cercare il proprio branco di appartenenza e non accontentarsi di amicizie noiose o incompatibili con noi, ecc.
  • cambiare una situazione che ci rende infelici: porre fine a una relazione o matrimonio, cambiare scuola o lavoro, lavorare su di sè per cambiare il proprio stato emotivo o mentale
  • cambiare un’abitudine che ci danneggia: smettere di fumare, di mangiare troppo e male, bere troppi alcolici, stare 6-8 ore a giocare ai videogame, smettere di giocare d’azzardo e scommettere, ecc.
  • prendersi dei rischi consapevolmente aiuta la propria personalità ad evolvere
  • invecchiare più lentamente e meglio. E’ risaputo che per mantenere la neuroplasticità cerebrale è necessario tenere il cervello in allenamento imparando cose sempre nuove e allargando la nostra rete sociale.
  • aumenta l’autostima e la forza interiore
  • diventare la versione migliore di noi stessi

Piccoli Passi per varcare la soglia

  • prova qualcosa di diverso ogni giorno.
    Per esempio: lavati i denti con la mano opposta a quella che usi ogni giorno, cambia strada per andare al lavoro o a scuola.
  • Inizia a guardare dentro te stesso: quali trappole e tenaglie ti trattengono nella tua zona di comfort? 
  • Visualizza bene ciò che che vorresti raggiungere, il tuo desiderio realizzato. Che emozioni provi? Hai voglia di fare azioni per raggiungere ciò che vuoi? Quali? Inizia con la prima. 
  • Inizia a cambiare un’abitudine che sai nociva per te, e sostituiscila con una positiva.
    Per esempio: smetti di mangiarti le unghie – quando stai per farlo prendi il tuo diario della consapevolezza e scrivi cosa “ti rode” o ti rende nervosa.
  • Prendi una piccola decisione che “rompe” con ciò che fatto in passato.


    La sensazione di benessere provata dopo che si è usciti dalla zona di comfort è impagabile.

Ne vale davvero la pena!

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